Caldo senza tregua, ozono e Po in secca: il Cremonese nella morsa dell’estate
Temperature oltre i 35 gradi, afa intensa e disagio da calore classificato come "forte" dal bollettino Humidex di Arpa Lombardia. Sul Cremonese pesa anche il rischio ozono
Il caldo non dà tregua al territorio cremonese, come del resto a tutta la Pianura Padana, stretta da settimane nella morsa dell’afa. Le temperature hanno ormai superato stabilmente i 35 gradi nelle ore centrali della giornata, che con l’umidità propria delle nostre zone diventano oltre 38 percepiti.
A confermare la situazione è il bollettino Humidex di Arpa Lombardia, che per il Cremonese classifica il livello di disagio da calore come “forte”, il secondo gradino più elevato della scala utilizzata per valutare gli effetti combinati di temperatura e umidità sull’organismo. Una condizione destinata a protrarsi ancora a lungo e che interessa in particolare anziani, bambini, persone fragili e lavoratori esposti all’aperto.
Anche perché le previsioni per la settimana sono impietose, a causa del perdurare dell’anticiclone africano, che continua a convogliare masse d’aria molto calda dal Nord Africa verso l’Italia. Una condizione che porterà la colonnina di mercurio a sfiorare i 40 gradi, e che proseguirà almeno fino al primo week end di luglio.
Secondo gli ultimi dati, peraltro, lo scorso anno giugno ha chiuso con un’anomalia di +3,02 gradi sulla media 1991-2020. Testimonianza di una tendenza che va consolidandosi. Le previsioni confermano infatti che l’estate 2026 porterà con sè di nuovo temperature più elevate della media, con anomalie tra 1 e 2 gradi.
Anche le precipitazioni resteranno inferiori alla media: il fiume Po nel week end ha sfiorato -8,14 metri sotto lo zero idrometrico, sempre più vicino alla secca storica.
A rendere ancora più pesante la situazione contribuiscono le cosiddette “notti tropicali”, con temperature minime che non scendono sotto i 23-24 gradi, impedendo agli edifici di disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Ma il caldo non è l’unico problema. Con il sole intenso, l’assenza di vento e la stagnazione dell’aria, aumenta anche il rischio di concentrazioni elevate di ozono troposferico, uno degli inquinanti più critici della stagione estiva. Cremona a questo proposito ha registrato il picco nella giornata di venerdì, quando la centralina di via Fatebenefratelli ha rilevato 177 microgrammi per metro cubo.
Valori che possono provocare irritazioni alle vie respiratorie, difficoltà respiratorie e aggravamento di patologie come asma e bronchiti.
Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano di limitare l’attività fisica all’aperto nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente acqua, evitare l’esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18 e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Analoga prudenza viene consigliata anche per gli animali domestici, che rischiano di subire rapidamente colpi di calore.