Cronaca

Costretta alle nozze combinate ancora minorenne e presa con la forza: marito a giudizio

La vittima ha raccontato il suo calvario in aula e gli abusi subiti dal marito che beveva e assumeva droghe. I due si erano sposati in India senza conoscersi

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Prima il matrimonio combinato, e poi le violenze da parte del marito, che secondo l’accusa, sotto l’effetto di droghe e alcol, l’avrebbe forzata a subire rapporti sessuali. Nell’aula del tribunale di Cremona è stata ascoltata la testimonianza della vittima, una giovane donna indiana che ha raccontato gli abusi subiti. All’epoca dei fatti era ancora minorenne.

“Lui beveva e sniffava cocaina con gli amici o di nascosto in bagno“, ha detto la ragazza, che una volta lo aveva anche filmato. Poi lui, ubriaco la prendeva con la forza, tenendole la testa schiacciata sul letto. Lei non voleva e opponeva resistenza, ma certe volte, ormai sopraffatta, non ci provava nemmeno più. “Speravo solo che tutto finisse presto“, ha riferito in aula la giovane indiana.

La coppia si era sposata in India senza neppure conoscersi. Lui, che era già in Italia, era tornato in India per il matrimonio e poi l’aveva portata a vivere con lui a Cremona. I maltrattamenti e le violenze, secondo quanto raccontato dalla vittima, erano iniziati subito dopo la loro nuova vita in Italia.

Sentito anche il vicino di casa, connazionale e proprietario della casa presa in affitto dai novelli sposi. Un giorno, l’uomo, nel rientrare, aveva sentito la coppia litigare. Insieme alla figlia aveva chiamato i carabinieri. Sentendo le sirene, l’imputato era fuggito, e la moglie era stata accompagnata in caserma a sporgere denuncia.

“Non li conoscevamo bene”, ha detto il padrone di casa. “Abitavano dall’altra parte del cortile, non socializzavano con i vicini, lei non usciva quasi mai. Una notte, dopo la denuncia, sono andati via di nascosto, non si sono fatti più sentire e non li abbiamo più rivisti”.

“Il giorno prima della denuncia”, ha invece raccontato la figlia del proprietario dell’appartamento, “lei era venuta da noi e ci aveva mostrato un video del marito che faceva uso di cocaina in bagno. Ci aveva chiesto aiuto. Il giorno dopo mio padre li ha sentiti litigare e mi ha detto di chiamare i carabinieri perchè il marito era uscito di matto”.

La testimone aveva accompagnato la vittima a sporgere denuncia. “Le ho fatto da interprete, visto che non parla l’italiano, ma ero in difficoltà a tradurre certi passaggi, perché raccontava tutti i rapporti che il marito la costringeva a subire“.

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