Scuola e Università

Lucini nuovo preside di Agraria all’Unicatt: “Una sfida fra tradizione e innovazione”

Luigi Lucini assume la direzione della Facoltà di Scienze Agrarie e mira a rafforzare il legame tra università e agroalimentare, con focus su innovazione e tradizione

Luigi Lucini ai microfoni di CR1
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Un nuovo preside per la Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica per il quadriennio 2026/27 – 2029/30. Si tratta di Luigi Lucini, già direttore del Laboratorio di Metabolomica della facoltà dal 2014, autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della chimica e della sicurezza alimentare. A lui le sfide di un ateneo e di un territorio fortemente votati all’agroalimentare.

“È una sfida importante perché è un’università in cui sono cresciuto, in cui ho studiato e in cui ho lavorato per anni, quindi il legame con l’Ateneo è forte. Sono consapevole di una sfida importante perché l’agroalimentare nel nostro territorio è uno dei pilastri fondamentali che bisogna portare avanti e che merita di essere valorizzato. L’intenzione dell’università è di contribuire a questo avanzamento” ha dichiarato Lucini.

Il neo preside conosce i vantaggi e le peculiarità del territorio, e in particolare il ruolo che esso può svolgere nell’ambito delle Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), modello strategico di Regione Lombardia nato per creare ecosistemi territoriali integrati. “Legare l’Ateneo al territorio è fondamentale: innovare con una visione internazionale è essenziale per le nostre industrie, ma la tradizione e il territorio sono altrettanto importanti, sono la radice in cui affonda l’università. L’idea è quella di bilanciare questi due aspetti in un momento storico in cui l’agroalimentare della zona è – e si spera diventi ancora di più in futuro – un punto fondamentale”.

In conclusione, Lucini ha sottolineato le potenzialità dell’ateneo cremonese per i futuri studenti: “Troveranno un ambiente accogliente, a dimensione umana, ma al tempo stesso internazionale e stimolante, che permette – studiando a Cremona in italiano o in inglese – di maturare anche esperienze all’estero. È la prospettiva che un professionista laureato in Scienze e Tecnologie Alimentari dovrebbe avere, perché è ciò che l’industria oggi richiede davvero”.

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