Ambiente

“Non servono altre cave”: Legambiente Alto Cremasco presenta le osservazioni al Pae

Il 4 luglio dovrebbe essere emesso il parere motivato alla VAS del Piano Attività Estrattive provinciale. Secondo gli ambientalisti sono ancora disponibili 7,8 milioni di metri cubi

La ex cava Alberti
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E’ atteso per il 4 luglio prossimo il Parere Motivato VAS (Valutazione ambientale strategica) sul nuovo Piano delle Attività Estrattive (PAE) della Provincia di Cremona. Il Piano vigente scade a novembre 2026 e il nuovo strumento dovrà
essere approvato entro tale data.

Legambiente – Circolo Alto Cremasco, che ha partecipato attivamente a tutte le fasi del procedimento, presentando osservazioni puntuali, ha protocollato a maggio cinque proposte prescrittive, supportate da riferimenti puntuali ai documenti ufficiali del procedimento e da 20 casi di cronaca (inquinamenti, sentenze, buone pratiche), come si legge nel documento di sintesi.

Queste le cinque richieste:
Falda: escludere le aree con falda a meno di 2 metri, la fascia dei fontanili, le aree di ricarica dei corpi idrici e i corpi idrici con stato chimico “non buono”.

Rinaturalizzazione: vietare la riapertura di cave cessate in cui sia in corso un processo di rinaturalizzazione spontanea, classificandole come “ambiti di ricomposizione paesaggistica”.

Riuso sostenibile: privilegiare il fotovoltaico flottante su cave con destinazione finale a lago; fotovoltaico a terra solo dopo bonifica e in modalità agrivoltaica avanzata.

Volumi residui: Verificare i volumi esistenti (cave attive e ferme/cessate = oltre 7,8  milioni di mc) prima di individuare nuovi Ambiti Territoriali Estrattivi.

Controlli e sanzioni: Prevedere monitoraggio ARPA, telecontrollo per cave in falda, fideiussione ambientale, clausola di sospensione automatica e richiamo delle sanzioni penali previste dalla L. 68/2015.

Complessivamente, si legge nei documenti commentati da Legambiente, risultano ancora disponibili 7.870.000 mc, “questi volumi sono già superiori a qualsiasi stima di fabbisogno decennale (anche secondo lo studio CRESME, commissionato dalle associazioni di categoria, che stima un fabbisogno tra 6,95 e 8,53 milioni di mc).
Non c’è alcuna necessità di individuare nuovi ATE o di aumentare le estrazioni”, commenta Legambiente.

Alcuni operatori del settore estrattivo – fa sapere l’associazione –  stanno chiedendo l’aumento della profondità di scavo in falda e l’incremento dei volumi estrattivi. In particolare: nell’ ATE g1, Rivolta d’Adda) si chiede di aumentare la profondità di scavo da 25 a 35 metri in falda e di individuare un nuovo giacimento da 7,75 milioni di mc.

Nell’Ambito 5 (Genivolta/Soncino) si propone l’escavazione in falda come “modello integrato di coltivazione e recupero”.

“Queste richieste sono in aperto contrasto con la tutela della risorsa idrica e con i dati scientifici che dimostrano il trend negativo della falda (ARPA: abbassamento fino a 1 metro a Cremona e 40 cm a Stagno Lombardo)”.

“Se il PAE dovesse recepire le richieste degli operatori – afferma Legambiente – si concretizzerebbero:
• Rischio idrogeologico: l’escavazione in falda modifica il regime piezometrico e aumenta la vulnerabilità della risorsa idrica (come dimostrato dallo studio dell’Università di Ferrara).
Consumo di suolo: nuovi ATE e ampliamenti significherebbero ulteriore cementificazione e perdita di suolo agricolo.
• Effetti cumulativi: l’aumento generalizzato delle estrazioni comprometterebbe gli obiettivi di sostenibilità del Piano.
• Conflitti con i Parchi: le richieste di escavazione in falda all’interno dei Parchi fluviali (Adda Sud, Oglio Nord) sono in contrasto con le loro finalità istituzionali”.

Dal Parere Motivato VAS dipenderà l’accoglimento o meno delle osservazioni presentate da Legambiente e dagli enti di tutela pertanto, concludono gli ambientalisti, “monitoreremo costantemente il portale SIVAS e il sito della Provincia; valuteremo le azioni successive, inclusa l’eventuale impugnazione al TAR in caso di rigetto ingiustificato delle nostre richieste; coinvolgeremo i cittadini e i soci attraverso iniziative di informazione e sensibilizzazione”

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