Cronaca

“Forte Fortissimo”, La Sala: “Rassegna valorizza associazionismo locale”

Il consigliere Paolo La Sala difende Forte Fortissimo, sottolineando l'importanza della programmazione culturale e della coesione sociale

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Continua la polemica sulla rassegna “Forte Fortissimo”, esplosa dopo una discussione in consiglio comunale, a fine maggio, quando il consigliere Alessandro Portesani aveva sollevato obiezioni per il mancato coinvolgimento del Museo del Violino, e successivamente tornata alla ribalta la settimana scorsa, quando la consigliera Chiara Capelletti ha convocato la Commissione di Vigilanza, di cui è presidente.

Ora nel dibattito interviene anche Fare Nuova Cremona Attiva, come conferma il consigliere Paolo La Sala. Per il gruppo civico il dibattito “ci offre l’opportunità di accendere i riflettori su ciò che conta davvero: il modello di città che vogliamo costruire e il futuro culturale di Cremona”.

“Negli ultimi due anni, grazie all’edizione estiva e alla sua versione invernale, “Forte Fortissimo” ha compiuto un’operazione strategica attesa da tempo: ha finalmente messo a sistema il panorama degli eventi cittadini” sottolinea La Sala.

“Pensavo ci fossimo trovati tutti d’accordo, approvando a larghissima maggioranza una mozione bipartisan per la valorizzazione dell’associazionismo e il consolidamento di Cremona Città della Musica. L’Amministrazione sta seguendo proprio quel mandato: sostenere le competenze nate dal basso e farle crescere.

Per anni la nostra città ha sofferto di frammentazione; oggi, grazie alla regia del Comune di Cremona e al lavoro dell’Ufficio Musica, le realtà del Terzo Settore, le associazioni e i live-club lavorano insieme all’interno di un cartellone unico e coordinato.

Questo non significa assegnare risorse in modo arbitrario, ma fare vera programmazione, dare certezze agli operatori e valorizzare quel tessuto creativo che è la vera anima di Cremona. L’esempio più fresco e tangibile è StraDeejay, il grande evento che giovedì scorso ha riempito Piazza Stradivari, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi dell’estate cremonese.

Inserito a tutti gli effetti nel palinsesto di “Forte Fortissimo”, StraDeejay dimostra lo spirito profondo di questa rassegna: un evento totalmente gratuito, capace di offrire occasioni di incontro, socialità e divertimento accessibili davvero a tutti.

È proprio in quest’ottica che dobbiamo sempre ricercare il giusto equilibrio tra una doverosa trasparenza e il rischio di un’eccessiva burocratizzazione. Se la burocrazia diventa un freno, finisce solo per paralizzare le energie migliori della città e spegnere l’entusiasmo di chi la rende viva.

Tra l’altro non si sono mai riscontrati problemi o criticità riguardo ai beneficiari dei finanziamenti culturali, motivo per cui fatico a comprendere un simile accanimento attorno a un progetto che porta solo benefici evidenti. Gli uffici tecnici hanno sempre lavorato con grande professionalità e precisione; trattandosi di procedure formali e gestionali, siamo davanti a una questione squisitamente tecnica e amministrativa, non politica.

Cremona sta vivendo una transizione storica, diventando sempre più viva, affiancando agli eventi che ormai riteniamo imperdibili come StraDeejay e Tanta Robba Festival anche nuovi interessanti appuntamenti come, per esempio, il Festival Beat tenutosi questo weekend.

Questa è la città che vogliamo, una città dinamica da cui i giovani non sentano il bisogno di fuggire, una città che riesce ad utilizzare ogni suo spazio per creare momenti di incontro e socialità. La cultura non è una spesa a fondo perduto, è un investimento sul futuro, sul turismo e sulla coesione sociale. Ben venga la Commissione di Vigilanza come momento di ordinaria e trasparente verifica tecnica delle procedure, che siamo certi confermerà la correttezza dell’iter seguito dagli uffici.

Ma non perdiamo di vista il quadro generale: “Forte Fortissimo” riempie le piazze, fa lavorare i giovani cremonesi e rende Cremona una città più aperta, attrattiva e accogliente. Questa è la strada giusta” conclude il consigliere.

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