Economia

Inaugurato in Tunisia il progetto Zafit: Cremona esporta formazione e buone pratiche

Formazione agro-zootecnica ecosostenibile per maggiori opportunità occupazionali, un’iniziativa triennale che mira a modernizzare il settore zootecnico locale attraverso il trasferimento di competenze d’eccellenza dal territorio cremonese

Foto di gruppo per il lancio del progetto Zafit

La sala conferenze della Societé de Foire di Siliana, in Tunisia, ha ospitato oggi l’atelier di lancio del progetto ZAFIT – Formazione agro-zootecnica ecosostenibile per maggiori opportunità occupazionali in Tunisia, un’iniziativa triennale che mira a modernizzare il settore zootecnico locale attraverso il trasferimento di competenze d’eccellenza dal territorio cremonese. L’ambizioso intervento è realizzato con il finanziamento del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale tramite l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), che ne sostiene il 95% del costo complessivo di circa 1,9 milioni di euro.

L’evento ha visto una partecipazione istituzionale di alto profilo, evidenziando la solidità del legame tra Italia e Tunisia. All’inaugurazione erano presenti oltre al sindaco Andrea Virgilio  e al presidente della Provincia Roberto Mariani, una rappresentanza del partenariato italiano e tunisino, il deputato del Governatorato di Siliana Youssef Bargaoui, l’Ambasciatore d’Italia a Tunisi Alessandro Prunas e la Direttrice di AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) a Tunisi Isabella Lucaferri.

«Il territorio di Siliana e della Tunisia – ha commentato Youssef Bargaoui – rappresenta un patrimonio di straordinarie potenzialità ed eccellenze in ambito agricolo. Una storia profonda, che affonda le sue radici già nell’epoca romana, accompagna questo presente e ci offre la possibilità di consolidare il rapporto tra Italia e Tunisia grazie al progetto ZAFIT. Come rappresentante del Parlamento, incoraggiamo con convinzione lo svolgimento di progetti di cooperazione come questo, perché favoriscono la creazione di nuovi ponti tra i nostri territori. Sono occasioni preziose che portano beneficio concreto a tutte le agricoltrici e gli agricoltori di Siliana, rafforzando la cooperazione e aprendo prospettive di sviluppo condiviso».

«Con il progetto ZAFIT – ha dichiarato l’Ambasciatore Alessandro Prunas – confermiamo l’impegno dell’Italia a favore di un’operazione concreta e orientata allo sviluppo sostenibile dei territori, in un ambito, quello agricolo, cruciale per il partenariato italo-tunisino. Grazie al sostegno della Cooperazione Italiana e attraverso l’eccellenza europea del settore come il polo produttivo del territorio di Cremona, consolidiamo ulteriormente l’investimento italiano nella formazione, nell’innovazione e nella valorizzazione delle competenze locali, per rafforzare una filiera strategica per l’economia tunisina».

«Il progetto ZAFIT – ha detto Isabella Lucaferri – risponde a una sfida fondamentale: modernizzare la filiera dell’allevamento bovino a Siliana. La nostra ambizione è chiara: creare posti di lavoro dignitosi per i giovani e le donne e generare valore aggiunto locale, nel pieno rispetto delle esigenze ambientali del territorio».

Il ruolo delle università: competenze e comunità

Un pilastro del progetto è il percorso di formazione e accompagnamento nella gestione sostenibile dell’azienda. Questa azione strategica vede il coinvolgimento diretto di diversi tecnici del Commissariato Regionale allo Sviluppo Agricolo (CRDA), dell’Office Elevage et Paturage (OEP), dell’Agenzia della volgarizzazione e formazione Agricole (AVFA) e dell’Unione Regionale dell’Agricoltura e Pesca (Urap), che saranno formati dalle eccellenze universitarie italiane in stretta collaborazione con l’IRESA. Fondamentale infatti sarà il contributo scientifico dell‘Università Cattolica del Sacro Cuore, responsabile della formazione su salute bovina e qualità del latte, e del Politecnico di Milano, a cui è affidato lo sviluppo degli aspetti legati alla sostenibilità ambientale.

«Cremona porta in ZAFIT l’orgoglio di un territorio che da generazioni cresce attorno alle sue filiere agro-zootecniche, lattiero-casearie e agroalimentari – ha aggiunto Virgilio -.  Filiere fatte di lavoro, competenze, imprese, famiglie, ricerca e passione quotidiana. Come Ente capofila, mettiamo a disposizione della cooperazione con la Tunisia non solo un patrimonio tecnico e produttivo, ma anche un modo di essere comunità: capace di tenere insieme tradizione e innovazione, qualità e sostenibilità, radici locali e apertura internazionale.

Siamo fieri che l’esperienza cremonese possa contribuire a creare formazione, lavoro dignitoso e nuove opportunità per giovani, donne e imprese. Perché le nostre filiere dimostrano ogni giorno che un territorio unito, competente e generoso può diventare motore di sviluppo, fiducia e collaborazione fra comunità».

Il Politecnico di Milano è stato rappresentato al Kick Off Meeting da Francesca Malpei, Professoressa Ordinaria di Ingegneria Ambientale. I temi cardine del progetto si inseriscono in perfetta sinergia con le attività del Polo Territoriale di Cremona, da anni punto di riferimento nello sviluppo di soluzioni ingegneristiche legate all’ecosostenibilità delle attività agricole e allo smart farming. Il Politecnico parteciperà con le competenze d’eccellenza dei Dipartimenti di Ingegneria Civile e Ambientale (DICA) e di Chimica, Ingegneria Chimica e Materiali “Giulio Natta” (DCMC), che cureranno percorsi di formazione sia teorica che pratica.

Il team dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, coordinato dal Professore Erminio Trevisi, Direttore del Dipartimento di Scienze Animali, della Nutrizione e degli Alimenti (DiANA), contribuirà allo sviluppo e al rafforzamento del sistema agro-zootecnico locale attraverso attività di supporto tecnico-scientifico, trasferimento di buone pratiche e accompagnamento operativo lungo le diverse fasi del progetto ZAFFIT. Il contributo dell’Università Cattolica riguarderà in particolare la valorizzazione delle produzioni foraggere, il miglioramento della gestione delle bovine da latte, l’ottimizzazione dei processi produttivi e il supporto alla trasformazione casearia, con un approccio integrato orientato alla sostenibilità dell’intera filiera.

Le attività previste rispondono alle principali sfide oggi rivolte alla zootecnia a livello internazionale: aumentare il valore e la qualità delle produzioni animali, migliorare l’efficienza e la sostenibilità ambientale dei processi produttivi e contribuire al benessere degli operatori e delle comunità coinvolte. In questo quadro, il progetto intende promuovere un modello di sviluppo agro-zootecnico capace di coniugare innovazione, trasferimento delle conoscenze e crescita sostenibile del territorio e delle comunità locali.

Le sessioni di formazione si svolgeranno presso il centro di formazione AVFA di Sidi Bourouis, dove i tecnici apprenderanno le migliori pratiche internazionali che successivamente porteranno direttamente sul campo a 300 allevatori tunisini delle delegazioni di Al-Krib, Sidi Bourouis e Makthar, garantendo un impatto capillare e duraturo sul territorio. In questo contesto, è stato molto apprezzato l’intervento di Matilde Passamonti, imprenditrice agricola della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi che ha illustrato il valore del comparto cremonese – centro d’eccellenza che produce oltre il 21% del latte italiano – come modello di riferimento per trasformare le piccole aziende familiari tunisine in realtà strutturate e competitive.

Un plauso speciale è stato rivolto al coordinatore di progetto, Simone Teggi, per la sua guida fondamentale nell’armonizzare le attività tra i numerosi partner e che accompagnerà l’applicazione dell’intero progetto. Un ruolo determinante nel percorso di sviluppo è svolto dal CIHEAM di Bari, partner strategico che, attraverso il suo staff presente a Tunisi, garantisce una base operativa permanente e un assistenza di prossimità costante sul campo.

Il progetto prevede l’affiancamento all’imprenditorialità con percorsi di coaching per 50 fra giovani e donne finalizzati alla creazione di business plan bancabili e all’investimento in dotazione strumentale ed equipaggiamento per l’avvio di cinque nuove imprese lattiero-casearie; e punta poi alla condivisione di una strategia di sviluppo per la filiera di Siliana che culminerà in un incontro istituzionale in Italia, permettendo a tecnici e autorità locali tunisine di conoscere il tessuto economico di Cremona e partecipare a incontri B2B presso la Fiera Internazionale del Bovino da Latte.

Con l’atelier di lancio del primo luglio, si è ufficialmente conclusa la fase preparatoria e tutto è pronto per dare avvio alle prime attività operative sul campo a partire da settembre. Il partenariato, forte della sinergia tra i 14 attori italiani e tunisini, ha rinnovato il proprio impegno collettivo per trasformare gli obiettivi strategici in risultati tangibili per il territorio di Siliana.

I partner
«La Provincia di Cremona partecipa a questo progetto portando in Tunisia non soltanto l’esperienza di un ente territoriale, ma il valore di un metodo costruito negli anni: mettere in rete istituzioni, università, imprese, organizzazioni professionali e mondo della formazione per accompagnare lo sviluppo di una filiera strategica come quella lattiero-casearia – ha dichiarato il presidente Roberto Mariani -. È questo il “Modello Cremona”, fondato sulla collaborazione tra soggetti diversi che condividono competenze, responsabilità e obiettivi comuni.

La nostra presenza a Siliana rappresenta l’occasione per presentare un territorio che ha saputo trasformare l’agricoltura e la zootecnia in un sistema competitivo, innovativo e sostenibile, capace di generare valore economico, occupazione e qualità. Siamo convinti che la cooperazione internazionale produca risultati concreti quando non si limita al trasferimento di conoscenze, ma costruisce relazioni stabili tra istituzioni e comunità. ZAFIT va esattamente in questa direzione: investire nella formazione, rafforzare le competenze locali e creare le condizioni affinché il territorio tunisino possa sviluppare autonomamente il proprio potenziale. Come Provincia di Cremona mettiamo a disposizione la nostra esperienza istituzionale nel coordinamento delle politiche territoriali e nello sviluppo delle reti tra i diversi attori, con la convinzione che la crescita passi sempre attraverso la condivisione delle buone pratiche e la collaborazione tra territori».

Gian Domenico Auricchio, Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, partner del progetto, ha commentato: «ll progetto ZAFIT rappresenta un’importante opportunità per rafforzare le relazioni economiche e istituzionali tra Italia e Tunisia, favorendo una conoscenza sempre più approfondita dei rispettivi sistemi produttivi. La Camera di Commercio sostiene con convinzione questa iniziativa, che valorizza le competenze del nostro territorio e crea le condizioni per sviluppare nuove collaborazioni tra imprese, promuovere incontri B2B e incentivare future opportunità di investimento e crescita condivisa tra Cremona e il territorio tunisino».

«La presenza di ANCI Lombardia nel progetto ZAFIT vuole accendere i riflettori su un dato ormai evidente: oggi le città sono soggetti indispensabili nella cooperazione internazionale e nello sviluppo sostenibile. I centri urbani e le loro amministrazioni non sono più solo ricettori di politiche nazionali, ma nodi di una rete globale capaci di stringere legami diretti, scambiare competenze e generare sviluppo – ha aggiunto il Segretario Generale di ANCI Lombardia Rinaldo Mario Redaelli -. Il lavoro che il Comune di Cremona insieme a tutti i partner sta avviando nel Governatorato di Siliana ne è la prova concreta.

Come associazione dei Comuni della Lombardia, il nostro ruolo operativo è facilitare questo scambio di competenze, promuovere modelli di gestione locale efficienti e valorizzare i risultati del progetto, mettendoli a disposizione dell’intero sistema delle amministrazioni locali della Lombardia. L’obiettivo è favorire la diffusione di buone pratiche e rafforzare la capacità degli enti locali di affrontare, attraverso la cooperazione tra territori, sfide sempre più condivise.

Questa esperienza dimostra come la cooperazione decentrata, quando nasce dai territori e coinvolge direttamente le amministrazioni locali, produca benefici reciproci: contribuisce alla crescita economica e all’inclusione sociale in Tunisia e, allo stesso tempo, rafforza le competenze, l’innovazione amministrativa e le relazioni internazionali dei Comuni lombardi».

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