Maltrattamenti e minacce di morte alla ex convivente: pena di due anni e due mesi
L'imputato, 25 anni, è stato processato con il rito abbreviato condizionato alla produzione di screenshot. Il pm aveva chiesto tre anni e otto mesi di reclusione
Processato con il rito abbreviato condizionato alla produzione di screenshot, un 25enne, accusato di aver maltrattato la convivente, anche quando era incinta, è stato condannato ad una pena di due anni e due mesi di reclusione. Il pm Federica Cerio aveva chiesto tre anni e otto mesi . “Abbiamo chiesto e ottenuto l’abbreviato condizionato alla produzione di alcuni messaggi”, hanno spiegato gli avvocati della difesa Stefania Giribaldi e Davide Garbetta, “che provano come i fatti siano totalmente diversi da quelli descritti nella querela. E infatti la pena è stata ridimensionata rispetto alla richiesta della procura”.

Per l’ex convivente, parte civile con l’avvocato Cristina Pugnoli, è andato un risarcimento di 5.000 euro.
Secondo l’accusa, in più occasioni, spesso in seguito a litigi per futili motivi, il 25enne aveva preso per i capelli la ragazza, l’aveva schiaffeggiata e spinta a terra, insultata, minacciata: “Prendo una tanica di benzina e ti vengo a dare fuoco sotto casa, ti soffio dell’aria nelle vene“.
I due sono genitori di una bambina. Quando lei aveva manifestato l’intenzione di tornare a vivere a casa dei suoi genitori, l’imputato le aveva impedito di uscire dall’abitazione, chiudendola a chiave all’interno: “Tu puoi andare, ma nostra figlia resta qui”. Minacce erano state rivolte anche alla famiglia della vittima, soprattutto al padre e al nonno. “Appena ti trovo, ti accoltello”, aveva detto al suocero. “Ora vado lì e finisce in ospedale”, la minaccia al nonno.
L’imputato è agli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.