Cronaca

Autofficina abusiva scoperta dai Carabinieri Forestali: sequestri e quattro indagati

Importante risultato dei Carabinieri Forestali, dopo un'indagine durata oltre un anno. Sequestrati un garage, un'area di 700 metri quadrati con 17 veicoli e numerosi rifiuti speciali

L'officina abusiva
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Un’autofficina abusiva ricavata all’interno del garage di un’abitazione privata, con un’area esterna trasformata in deposito di veicoli fuori uso e pezzi di ricambio. È quanto hanno scoperto i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (Nipaf) di Cremona, al termine di un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica.

L’indagine, avviata nel 2025 e condotta con il supporto del Nucleo Carabinieri Forestale di Cremona, ha permesso di ricostruire un presunto sistema illecito di gestione di veicoli destinati alla demolizione o sottoposti ad autoriparazioni non autorizzate. Nel mirino degli investigatori sono finite quattro persone, con diversi livelli di responsabilità.

Durante le perquisizioni i militari hanno sequestrato amministrativamente l’officina abusiva e le attrezzature utilizzate per le riparazioni, mentre sotto sequestro penale sono finite le aree utilizzate per la gestione dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti. L’area interessata, estesa per circa 700 metri quadrati, ospitava 17 veicoli appartenenti alle categorie M1, N1 e N2, oltre a numerosi rifiuti speciali prodotti dall’attività di autoriparazione.

Al titolare dell’officina è stata contestata una sanzione amministrativa di 5.164,57 euro per l’assenza della Scia obbligatoria prevista dalla normativa per le attività di meccatronica, carrozzeria e gommista. Ulteriori sanzioni, per oltre 6.000 euro complessivi, sono state elevate nei confronti dei proprietari dei veicoli presenti nell’area e anche di chi aveva fatto riparare il proprio mezzo presso un’officina non autorizzata.

Le indagini hanno inoltre portato a ipotizzare diversi reati ambientali. In particolare, gli investigatori contestano la gestione illecita di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi, e la gestione non autorizzata di veicoli fuori uso e dei relativi componenti, fattispecie punite dalla normativa ambientale con sanzioni anche di natura penale.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, due degli indagati avrebbero operato in concorso. Attraverso un’impresa individuale regolarmente titolare di partita Iva per il commercio di veicoli, acquistavano automobili che venivano successivamente trasferite nell’officina abusiva, dove venivano riparate oppure smontate per recuperare componenti prima della demolizione e della cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico.

L’operazione conferma come il fenomeno delle officine abusive e della gestione irregolare dei veicoli fuori uso sia presente anche nel territorio cremonese. Per l’Arma Forestale si tratta di un settore particolarmente delicato, sia per i rischi ambientali legati allo smaltimento scorretto di oli minerali, componenti meccanici e altri rifiuti pericolosi, sia per la necessità di garantire il rispetto delle norme a tutela della sicurezza e della concorrenza tra le imprese autorizzate.

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