Corsa a sindaco di Milano, Cottarelli ribadisce: “Ci penserei”. E Forza Italia valuta l’economista
L'ipotesi di una sua discesa in campo, già caldeggiata dal Movimento Europeisti, è ora vista con attenzione da una parte di centrodestra. A pesare sul cremonese, il passato Dem
“Io candidato sindaco di Milano? Ci penserei“. La dichiarazione dell’economista cremonese Carlo Cottarelli scuote il panorama politico lombardo e accende i riflettori sulle prossime elezioni comunali del capoluogo regionale. Cottarelli, figura autorevole e ben nota anche nel territorio cremonese per i suoi legami storici, non chiude del tutto le porte a una corsa per Palazzo Marino, pur mantenendo la consueta prudenza: “Non vuol dire che accetterei. Mi sembra una cosa complicata”, ha precisato.
L’ipotesi di una sua discesa in campo, già caldeggiata dal Movimento Europeisti, è ora vista con attenzione da Forza Italia. Gli azzurri spingono sulla necessità di individuare un profilo civico di alto livello per vincere la complessa sfida amministrativa milanese, strappando così la città alla guida del centrosinistra. Inoltre, la figura dell’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale potrebbe rappresentare il ponte ideale per allargare il perimetro della coalizione anche ad Azione.
Tuttavia, il nome di Cottarelli non raccoglie per ora il consenso unanime del centrodestra. A pesare sul giudizio degli alleati è il suo recente passato politico come senatore eletto proprio nelle file del Partito Democratico, un dettaglio che rende il suo profilo indigesto a parte della coalizione (in particolare alla Lega). Per superare l’impasse e restringere una rosa di candidati quanto mai affollata, la coalizione di centrodestra ha in programma un vertice decisivo tra una ventina di giorni. I nomi sul tavolo, oltre a quello di Cottarelli, spaziano tra profili politici (il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, la vicesegretaria della Lega Silvia Sardone, l’ex consigliere di FI Pietro Tatarella) e figure del mondo economico e civile (il patron di Panino Giusto Antonio Civita, l’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada e il giornalista Giovanni Terzi).
Ma la corsa alla successione a Milano è congestionata su entrambi i lati del campo. Se il centrodestra cerca la quadra, nel centrosinistra la lista dei pretendenti non è da meno. Si sono già fatti avanti la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, il presidente del Municipio 1 Lorenzo Pacini e l’attivista di politiche urbane Tommaso Goisis. A questi si aggiungono le indiscrezioni sul forte interesse del capogruppo del Pd in Regione, Pierfrancesco Majorino, del giornalista Mario Calabresi e dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
La partita per Milano è appena iniziata e la suggestione di vedere un illustre cremonese come Cottarelli alla guida della metropoli lombarda resta un’ipotesi sospesa tra il fascino del grande profilo civico e i veti incrociati della politica di coalizione.