Processato per alcol, ha la sindrome dell’auto-birrificio: assolto dopo il calvario
Dopo un incidente, l'imputato, astemio e diabetico, era risultato positivo all'alcoltest. A processo è stato dimostrato che soffre di una rara malattia
La sera dell’8 marzo del 2022, Dario, un 55enne residente a Cremona, stava percorrendo in auto la strada che da Cremona porta a Malagnino, quando era uscito di strada finendo in un fosso. Sull’asfalto c’era della fanghiglia e due nutrie gli avevano attraversato la strada. Una l’aveva schivata, mentre l’altra si era infilata sotto la ruota della macchina.
Soccorso, Dario era stato trasportato in ospedale dove era stato curato e come da prassi sottoposto al test alcolemico. Risultato: 1,19 grammi per litro, che corrisponde ad uno stato di ebbrezza grave. Il 55enne è quindi finito in tribunale con l’accusa di aver guidato sotto l’effetto di alcol. Oggi è stato assolto con formula piena. Quella sera, Dario, ingegnere di professione, non aveva bevuto neanche un goccio.

“Sono astemio e diabetico da diciannove anni“, ha detto al giudice, “e sono affetto da sindrome da fermentazione intestinale. Quella sera avevo mangiato una pizza con mio figlio, e avendo assunto carboidrati mi è aumentato il tasso alcolemico. In ospedale lo avevo fatto presente, ma all’epoca la mia malattia non era riconosciuta. Ho saputo che in Italia ci sono solo 28 persone che soffrono di questa sindrome“.
Dunque, nessuna goffa scusa accampata da un automobilista “pizzicato” alla prova del palloncino. Si tratta, come ha spiegato anche il legale della difesa, l’avvocato Massimiliano Cortellazzi, “di una sindrome reale, da auto birrificazione“. Alcuni individui, infatti, producono nel loro intestino un particolare tipo di microbioma specializzato nella fermentazione degli alimenti. Questi batteri, dopo un pranzo o una cena a base di carboidrati, come pasta, pane e dolci, trasformano l’intestino in una sorta di distilleria clandestina. Per questo motivo l’imputato era risultato positivo al test alcolemico.
Dario è stato assolto, ma il suo è stato un vero e proprio calvario. Aveva perso il lavoro in quanto per nove mesi non aveva più potuto guidare per via della sospensione della patente, è finito in tribunale con l’accusa di essersi messo al volante ubriaco e in più ha dovuto pagare di tasca propria i costosi test richiesti per dimostrare che soffre di questa rara sindrome. Gli esami erano stati fatti all’ospedale di Cremona sotto la supervisione del San Raffaele di Milano.