Risplendono le facciate della scuola media Vida. Realizzato anche un orologio solare
Terminato il restauro conservativo all'esterno dell'edificio, ora impreziosito da una "meridiana" progettata e realizzata da Alessandro Maianti
Sono terminati i lavori di restauro delle facciate della scuola media inferiore “Marco Gerolamo Vida” di via San Lorenzo, un progetto che mirava al risanamento conservativo e alla valorizzazione del complesso per restituire completezza e decoro all’edificio. Gli interventi di restauro sulle facciate esterne hanno riguardato tutti gli elementi architettonici come superfici, cornicioni e cornici marcapiano, lo scalone principale di accesso, gli infissi in legno, il portone di ingresso e le inferriate. Le aree interne come le aule non sono invece state oggetto di intervento. A impreziosire ancora di più il progetto, sulla facciata sud dell’Istituto è stata realizzata una meridiana progettata, realizzata e donata da Alessandro Maianti.
Il complesso ospita la scuola media statale Vida e il CPIA e rientra nell’area del monastero di San Lorenzo. La scuola era stata ristrutturata nella seconda metà del Novecento e ha una superficie coperta di circa 2.447 mq. Nella cartografia del catasto teresiano del 1751 figurano alcuni edifici che risultano registrati come basilica e luoghi di culto e parte di un piccolo borgo all’interno della contrada San Lorenzo. A inizio Ottocento, a fronte di una città in trasformazione che non riusciva più a essere contenuta all’interno delle mura, l’espansione urbana è stata la soluzione con un’apertura verso la campagna: i bastioni si sono trasformati in giardini, le mura in percorsi di pubblico passeggio e le porte in archi trionfali.

L’intervento
Gli intonaci esterni della facciata principale erano in cattivo stato di conservazione. Ecco perché si è reso necessario il restauro utilizzando materiale compatibile a quello esistente. Si tratta di un edificio di fine Ottocento con un basamento in pietra e una prima fascia a bugnato. Il progetto di restauro ha seguito due criteri: il minimo intervento, con ricorso a tecniche e materiali compatibili con gli elementi architettonici esistenti; e la compatibilità delle aggiunte per non compromettere lo stato di fatto dell’edificio.
“Chi esce di casa per andare a scuola dovrebbe trovare un posto migliore di quello che lascia”, il commento di Paolo Carletti, assessore ai Lavori Pubblici. Purtroppo i fondi non sono mai sufficienti per intervenire su tutti i plessi di nostra competenza ma con le risorse disponibili cerchiamo di intervenire il più efficacemente possibile. La meridiana poi è un valore aggiunto che arricchisce la facciata anche e soprattutto dal punto di vista culturale e pedagogico e per la quale ringraziamo Alessandro Maianti”.
L’orologio solare
Il suggerimento alla realizzazione – spiega Maianti nella scheda tecnica – ha trovato consenso sia per la funzione estetica che avrebbe svolto, sia per il
legame che ne sarebbe sortito con le istituzioni scolastiche e con il passato, quando lo scandire del tempo veniva segnalato con gli orologi solari.
Nel corso dei secoli sono stati utilizzati vari modi per computare il tempo, diversi per la durata delle ore e per la scelta dell’inizio del giorno, da questo i vari tipi di quadranti solari. L’orologio realizzato vuole rappresentare le principali soluzioni.
Comunemente è chiamato meridiana, ma questo termine va riservato ad un quadrante che si limita ad indicare solo l’istante del mezzogiorno come quello che si trova sul Torrazzo, a fianco dell’orologio astronomico (purtroppo meridiana illeggibile).
Nella misura del tempo ci si riferisce alla posizione che assume il Sole nel cielo e l’ombra “rispecchia” il moto apparente dell’astro; il movimento reale è ovviamente quello della Terra e per quanto può sembrare strano sull’orologio l’ombra non si muove.
Per ‘ora vera’ si intende un tempo che corrisponde all’esatta posizione del Sole, in ogni istante, rispetto all’orizzonte del luogo; così: è mezzogiorno se il Sole sta culminando, mentre saranno le ore 2 del pomeriggio se sono trascorse 2 ore dal suo culminare o transito al meridiano. Questo non si verifica per l’ora segnata dai comuni orologi che utilizzano il Tempo Universale del fuso orario. Abituati oggi all’uso di questo ultimo modo, può sembrare strano che i nostri bisnonni usassero un sistema tanto diverso dall’attuale, ma la sua razionalità ed efficacia sta nel fatto che a quei tempi la quasi totalità delle attività erano di tipo agricolo, condizionate dalla necessità della luce del Sole. Questo sistema, funzionale allora, implicava però la continua variabilità dell’inizio del giorno nel corso dell’anno – oggi non più accettabile.
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