Scuole paritarie e nidi privati, opposizione: “Mozzi conferma tagli, convocare commissione”
Il confronto tra l'assessore Mozzi e i consiglieri di minoranza si intensifica sui tagli ai contributi. Si richiede un confronto istituzionale per maggiore chiarezza
Dopo la replica dell’assessora all’Istruzione del Comune di Cremona, Roberta Mozzi alle critiche avanzate dai consiglieri di minoranza Andrea Carassai, Jane Alquati e Alessandro Portesani sul tema delle convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie e con i nidi privati, non si fa attendere la controreplica di quest’ultimi, secondo i quali “l’intervento dell’assessore Mozzi, al di là dei tentativi di spostare l’attenzione su aspetti procedurali e di liquidare ogni critica come frutto di presunta “confusione” o ignoranza, conferma un dato politico inequivocabile: i contributi comunali alle scuole dell’infanzia paritarie vengono ridotti così come quelli destinati ai nidi e ai micronidi privati convenzionati”.
Per i consiglieri, “l’assessore ammette il taglio alle scuole dell’infanzia paritarie, giustificandolo con le difficoltà di bilancio, e conferma il nuovo sistema di contribuzione per nidi e micronidi che, nei fatti, comporta una significativa riduzione del contributo comunale riconosciuto ai gestori per ciascun bambino. Infatti, i posti vengono aumentati a parità di stanziamento rispetto all’anno scorso”.
Dunque, ribadiscono Carassai, Alquati e Portesani, “non siamo noi a fare confusione: è la stessa assessore a confermare, punto per punto, le scelte che avevamo denunciato. Cambiano le motivazioni, non i fatti. È questo il punto politico che interessa alle famiglie e agli operatori del settore. Se davvero l’Amministrazione ritiene corrette queste scelte, venga a spiegarle nella sede istituzionale competente”.
A questo proposito, i consiglieri di opposizione ribadiscono la propria richiesta: “siamo stati costretti ad intervenire pubblicamente perché da quasi quindici giorni abbiamo formalmente richiesto la convocazione urgente della Commissione consiliare competente e, nonostante i ripetuti solleciti, non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. È singolare che si invochi il confronto e il dialogo, ma si eviti proprio il luogo istituzionale nel quale quel confronto dovrebbe svolgersi. Noi non alimentiamo polemiche: chiediamo semplicemente trasparenza.
Vogliamo conoscere le reali intenzioni dell’Amministrazione sul futuro del sistema educativo 0-6, comprendere quali saranno le ricadute economiche sui gestori e sapere come si intenda evitare che la riduzione dei contributi finisca inevitabilmente per gravare sulle famiglie. Attendiamo quindi l’immediata convocazione della Commissione.
I gestori delle scuole e dei nidi, così come le famiglie cremonesi, hanno diritto ad avere risposte chiare, non comunicati stampa. Se l’Amministrazione è convinta delle proprie scelte, non dovrebbe avere alcun timore di illustrarle e difenderle davanti al Consiglio comunale. È lì che si svolge il confronto democratico, non sulle pagine dei giornali” concludono Carassai, Alquati e Portesani.