Cronaca

Scuole paritarie e nidi privati, Mozzi replica alla minoranza: “Serve un confronto basato sui fatti”

L'assessora difende il percorso di confronto avviato dal Comune, le scelte sui contributi e conferma l'impegno a sostenere il sistema educativo integrato

Bambini alla scuola materna
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L’assessora all’Istruzione del Comune di Cremona, Roberta Mozzi, interviene per rispondere alle critiche avanzate dai consiglieri di minoranza Andrea Carassai, Jane Alquati e Alessandro Portesani sul tema delle convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie e con i nidi privati.

Secondo Mozzi, alla base delle contestazioni vi sarebbe una “notevole confusione” tra due ambiti distinti: da un lato le convenzioni con le scuole dell’infanzia paritarie (3-6 anni), dall’altro quelle con nidi e micronidi privati (0-3 anni). Due percorsi che, sottolinea l’assessora, seguono logiche, strumenti e risorse differenti e che non possono essere sovrapposti.

Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia paritarie aderenti alla FISM, Mozzi respinge le accuse di assenza di confronto, ricordando che l’amministrazione comunale ha istituito da mesi un tavolo di lavoro che si è già riunito il 26 marzo, il 17 aprile e il 15 maggio, con un nuovo incontro previsto all’inizio di settembre. In quelle sedi, afferma, sono stati affrontati i contenuti delle future convenzioni, i criteri di ripartizione delle risorse e le prospettive del sistema educativo cittadino, coinvolgendo direttamente i rappresentanti delle scuole.

L’assessora evidenzia inoltre che sono già state sottoscritte la convenzione per il primo semestre del 2026 e una convenzione “ponte” per l’anno scolastico 2026-2027, finalizzata a introdurre in via sperimentale il collegamento del contributo comunale alle fasce ISEE. La convenzione relativa al biennio 2027-2028 sarà invece oggetto del prossimo confronto di settembre.

Mozzi conferma che il contributo comunale alle scuole paritarie subirà una riduzione, precisando però che la scelta è stata comunicata con trasparenza durante il percorso di confronto con i gestori. L’assessora ricorda inoltre che il sostegno economico del Comune alle scuole paritarie non rappresenta un obbligo di legge, ma una scelta politica che l’amministrazione intende mantenere nonostante le difficoltà di bilancio e la riduzione delle risorse disponibili per gli enti locali.

Sul fronte dei nidi privati e paritari, Mozzi definisce “lontana dalla realtà” la ricostruzione della minoranza. Richiama infatti l’atto di indirizzo approvato dalla Giunta il 27 maggio, che conferma uno stanziamento complessivo di 170 mila euro per l’anno educativo 2026-2027. Tra le novità introdotte figurano l’estensione della manifestazione di interesse anche ai micronidi privati autorizzati, in linea con la misura regionale “Nidi Gratis Plus”, e l’introduzione di un contributo minimo per bambino destinato ai gestori, con l’obiettivo di evitare che eventuali costi amministrativi ricadano sulle famiglie. Secondo l’assessora, parlare di un disimpegno del Comune o di un “attacco ai nidi” non trova riscontro nei provvedimenti approvati. L’ampliamento della platea delle strutture convenzionabili, sostiene, consentirà di aumentare le possibilità di scelta per le famiglie, mentre il numero dei posti finanziati continuerà a essere definito in base alle risorse disponibili, già programmate dall’amministrazione.

Mozzi chiarisce inoltre che la revisione dei contributi per fascia ISEE tiene conto dell’integrazione con la misura regionale “Nidi Gratis”, che copre i costi eccedenti la quota già rimborsata dall’INPS, rendendo meno necessario mantenere elevati i contributi comunali per alcune fasce di reddito. L’assessora respinge infine anche le accuse di aver adottato politiche “anti-sussidiarie”, sostenendo che il Comune continua invece a destinare risorse proprie a favore di servizi gestiti da soggetti privati e paritari. “Se davvero volessimo seguire la logica che ci viene attribuita – osserva – sarebbe sufficiente interrompere qualsiasi forma di sostegno economico. Stiamo facendo esattamente il contrario”.

Nelle conclusioni, Mozzi ribadisce l’impegno dell’amministrazione a rafforzare il sistema educativo integrato pubblico-paritario attraverso il dialogo con tutti i soggetti coinvolti. L’assessora auspica un confronto pubblico fondato sui fatti, sottolineando che famiglie, educatori e gestori “hanno bisogno di certezze e responsabilità” e che le polemiche, se non accompagnate da proposte concrete, non contribuiscono a costruire il futuro dei servizi educativi cittadini.

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