CISL Asse del Po, lavoro cremonese in crescita ma resta il nodo della stabilità
A destare attenzione anche l’aumento delle ore complessive di cassa integrazione
Si è svolto a Piadena Drizzona il Consiglio generale della CISL Asse del Po, momento di confronto tra la segreteria, i responsabili delle federazioni e i delegati sindacali sulla situazione del lavoro nelle province di Cremona e Mantova. Ai lavori ha partecipato anche Innocenzo Mesagna, componente della Segreteria regionale CISL Lombardia. Al centro dell’incontro il quadro occupazionale cremonese, che nel primo trimestre del 2026 ha registrato 14.512 avviamenti e un saldo positivo di 4.360 rapporti di lavoro. Numeri che indicano una buona capacità di creazione di occupazione, ma che evidenziano anche alcune criticità.
Secondo la CISL, infatti, il 64% degli avviamenti riguarda proroghe di contratti già esistenti, mentre le trasformazioni a tempo indeterminato si fermano al 9,7%. A destare attenzione anche l’aumento delle ore complessive di cassa integrazione.
“Il mercato del lavoro cremonese continua a mostrare vitalità, ma la vera sfida è la qualità dell’occupazione – ha sottolineato il segretario generale CISL Asse del Po Ivan Zaffanelli –. Occorre trasformare il lavoro creato in occupazione stabile, sicura e adeguatamente retribuita”. Durante il Consiglio generale sono stati affrontati anche i temi della sicurezza, dell’intelligenza artificiale, dell’energia, della sanità territoriale e delle trasformazioni economiche che stanno interessando il territorio. Al centro anche la piattaforma unitaria elaborata con CGIL e UIL per un nuovo accordo sulle relazioni industriali con le associazioni datoriali.