Due anni e nove mesi allo spacciatore con machete e katana. Va agli arresti domiciliari
Il giovane era stato trovato in possesso di oltre 1500 grammi di sostanza stupefacente e di armi bianche. Disposta l'applicazione del braccialetto elettronico
Ha patteggiato, Sami, il marocchino di 23 anni arrestato lo scorso mese dalla polizia perchè trovato in possesso di oltre 1500 grammi di sostanza stupefacente e per detenzione di armi bianche: pena di due anni e nove mesi e a 8.200 euro di multa. Il giovane, con alle spalle precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, passa dal carcere agli arresti domiciliari a casa della mamma. Il giudice ha però disposto l’applicazione del braccialetto elettronico.
A processo, il 23enne, nato a Manerbio, era assistito dall’avvocato Massimiliano Corbari. Da alcuni mesi, Sami, che a Milano ha lavorato come mulettista, ha preso casa in affitto a Cremona. Attualmente è disoccupato e vive con circa 300 euro di Naspi.

Agli inizi di giugno gli agenti della Squadra Mobile avevano effettuato una perquisizione d’iniziativa nella sua abitazione di via Garibotti, trovando 832 grammi di hashish divisi in più panetti, 724 grammi di marijuana, un bilancino di precisione, 11 mila euro e un coltello da cucina con lama di 24 cm intrisa di residui di droga.
Nella tasca della felpa che il giovane indossava erano stati sequestrati altri 24 grammi di hashish, di cui 8 custoditi all’interno di una scatola in latta e 16 avvolti in una pellicola in cellophane trasparente.

Sequestrati anche un machete con lama di 36 cm, una Katana di 27,5 cm e un pugnale di 26 cm. La sostanza stupefacente era destinata, in particolare, allo spaccio al dettaglio nella città di Cremona.
Subito dopo l’arresto, il giovane si era difeso sostenendo che lo stupefacente era per uso personale.
