Omicidio Crema, opposizione all’attacco: “Serve ripristinare sicurezza e legalità”
La consigliera Ilaria Chiodo racconta: "Conoscevo la vittima, era uno dei protagonisti dell'appostamento in piazza di Rauso". Opposizione chiede convocazione Commissione Sicurezza
La notte d sangue a Crema ha lasciato una scia di paura tra i cittadini, e di rabbia e preoccupazione nella politica. Non tardano a farsi sentire i consiglieri comunali di opposizione, che puntano i riflettori su una situazione che sembra ormai sfuggita di mano.
“Esprimo il più sincero cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia e agli amici del giovane che ha perso la vita nella tragica aggressione avvenuta questa notte a Crema” commenta Andrea Bergamaschini (Lega). “È il momento del rispetto e del dolore, con piena fiducia nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto.
Proprio per il rispetto dovuto alla vittima e alla sua famiglia, non possiamo però fingere che quanto successo sia un episodio isolato” attacca.
“Negli ultimi mesi Crema è stata teatro di fatti gravissimi: le violenze avvenute in piazza Di Rauso, il drammatico omicidio di San Bernardino e ora questo nuovo fatto di sangue che sconvolge l’intera comunità” continua il consigliere del Carroccio. “Episodi diversi tra loro, sui quali saranno le autorità competenti ad accertare ogni responsabilità, ma che impongono una riflessione seria sul clima di sicurezza che si vive in città”.
L’attacco è, ovviamente, nei confronti della giunta comunale: “Per troppo tempo il centrosinistra ha liquidato le preoccupazioni dei cittadini parlando di “percezione di insicurezza”. Oggi è evidente che il problema non può più essere ridotto a una semplice percezione. I cremaschi chiedono di poter vivere la propria città in serenità e hanno diritto a risposte concrete, non a minimizzazioni o slogan” continua Bergamaschini.
“Il rispetto della legalità e la tutela del decoro pubblico non sono opzioni, ma presupposti essenziali per la convivenza civile. L’inadeguatezza delle risposte fornite finora di fronte a fenomeni di marginalità non è più tollerabile e richiede un’assunzione di responsabilità istituzionale volta a ripristinare la piena applicazione delle regole.
A fronte dell’evidente fallimento delle politiche di integrazione da quella parte politica che oggi governa la città, è doveroso un cambio di rotta che ripristini, senza ambiguità, il primato delle regole e la sicurezza dell’intera comunità.
Non si tratta di alimentare divisioni o di cercare facili colpevoli, ma di prendere atto che alcune scelte politiche si sono dimostrate insufficienti. Continuare a negare il problema o minimizzarlo significa fare un torto ai cittadini e a una città che merita di tornare a sentirsi sicura.
Questa tragedia deve rappresentare un momento di riflessione profonda per tutta la comunità e per chi, in questi anni, ha governato la città” vo.
A lui fa eco la voce di Ilaria Chiodo (lista civica), che invoca l’urgenza di interventi Immediati: “è tempo di un cambio di rotta” attacca. “Questo ennesimo episodio di violenza nella nostra comunità non può e non deve più essere sottovalutato, ma deve essere un forte campanello d’allarme per tutti noi”.
La consigliera racconta di conoscere la vittima, che sarebbe stato uno dei protagonisti dell’episodio di Piazza di Rauso: “Sono personalmente affranta ed emotivamente provata dall’accaduto, poiché il ragazzo deceduto è uno dei giovani che, solo circa venti giorni fa, avevano partecipato al terribile episodio dell’appostamento in Piazza di Rauso, durato ben 32 ore” spiega.
“Durante quell’episodio, i ragazzi coinvolti avevano fatto un abuso costante di bombole di protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, tant’è che il vicinato aveva chiamato l’ambulanza, poiché proprio il ragazzo deceduto si era sentito male. In quell’occasione, avevo cercato più volte di stabilire un dialogo con loro, rimanendo presente in piazza per tutto il tempo.
Avevo chiesto all’amministrazione comunale di inviarmi un educatore di strada o un assistente sociale, ma purtroppo mi era stato detto che non c’era personale disponibile, essendo un fine settimana. Solo a tarda sera, l’assessore alle politiche giovanili era riuscito a raggiungermi, e ho passato la serata e una parte della nottata, prima da sola e poi con la polizia locale, cercando di convincere i ragazzi, tra cui purtroppo quello che è stato ucciso, a tornare a casa e ad allontanarsi da queste situazioni di violenza.
Questo ennesimo dramma mette in evidenza le gravi responsabilità dell’Amministrazione. Dentro di me rimane un profondo stato di delusione e amarezza; se quella sera fossi stata raggiunta da un educatore di strada, forse, avremmo potuto essere più efficaci, avremmo potuto identificare quel ragazzo, instaurare con lui un dialogo più efficace e monitorarlo nei giorni successivi.
Non sapremo mai se un intervento tempestivo e adeguato, quella sera, da parte dell’amministrazione comunale avrebbe evitato questa tragedia, ma so di per certo che la mancanza di azione ha contribuito a far sì che questi ragazzi non venissero intercettati, agganciati o considerati nell’avvio immediato di un percorso di fuoriuscita da queste situazioni di violenza.
La violenza non è un fenomeno isolato, ma il risultato di una serie di criticità che stanno sempre di più affliggendo la nostra città e che devono essere affrontate con urgenza.
È fondamentale riconoscere che le politiche di sicurezza devono andare di pari passo con interventi mirati contro il degrado urbano e sociale, che hanno colpito in particolare le aree più vulnerabili della città. La nostra comunità non può rimanere ostaggio di comportamenti violenti e delinquenti. È tempo di attuare un approccio integrato e multidisciplinare, che preveda non solo misure di sicurezza, ma anche interventi decisi e tempestivi in funzione delle situazioni createsi.
Ribadisco l’importanza di un impegno collettivo e coordinato da parte di tutte le istituzioni coinvolte, per garantire un ambiente sicuro e rispettoso per tutti. Dobbiamo lavorare insieme per prevenire episodi di violenza come quello di stanotte, affinché ogni cittadino, anche il più fragile, possa sentirsi al sicuro nella propria comunità.
In questo momento difficile, rinnovo la mia disponibilità al dialogo e alla collaborazione con tutte le forze politiche e sociali, affinché possiamo affrontare queste sfide con coraggio e determinazione. Solo così potremo costruire un futuro migliore per Crema, in cui la violenza e l’indifferenza non abbiano più spazio”.
Non manca poi la voce di Laura Zanibelli, consigliera comunale di Forza Italia: “l centrodestra unito di Crema chiede la convocazione urgente della Commissione Sicurezza, alla luce degli ulteriori terribili accadimenti, che lasciano sgomento, dolore, preoccupazione in tutti i cittadini” sottolinea, facendosi portavoce dei gruppi consiliari di opposizione.
“Il Sindaco riferisca anche le decisioni prese al Tavolo Prefettura e quali azioni l’amministrazione intenda mettere in campo, dopo che per anni ha parlato solo di “percezioni”. I fatti dimostrano il contrario, e da tempo”.
Non si fa attendere neppure Fratelli d’Italia, secondo cui “l’ennesimo e drammatico fatto di sangue avvenuto ieri notte a Crema, costato la vita a un giovane di 19 anni accoltellato a morte tra Viale Repubblica e Via Cresmiero, non è un episodio isolato” a dirlo è il Gruppo Consiliare, di cui si fa portavoce Giuseppe Torrisi. “È il tragico culmine di un’escalation di insicurezza e degrado che l’Amministrazione Comunale continua colpevolmente a minimizzare.
I cittadini sono stanchi di vivere nella paura, mentre la giunta si trincera dietro sterili rassicurazioni di facciata. Come Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, oltre ad esprimere alla famiglia il più profondo cordoglio, esprimiamo sdegno peruna gestione della sicurezza urbana ormai fuori controllo e rilanciamo con forza la proposta già presentata nelle scorse ore.
Tra le priorità, secondo il partito, quella di chiedere un intervento immediato alla Prefettura: “Il Sindaco deve farsi promotore immediato presso la Prefettura di Cremona per richiedere l’invio straordinario e continuativo dei Reparti Prevenzione Crimine della Polizia di Stato a presidio del territorio. Servono pattugliamenti ad alto impatto, controlli a tappeto e posti di blocco strategici per blindare la città. Questo intervento è ancora più urgente alla luce delle pesanti criticità e dell’isolamento viabilistico causati dalla chiusura del ponte di Via Cadorna, che ha tagliato fuori i quartieri di San Bernardino, Castelnuovo e la Frazione di Vergonzana”.
Si chiedono altresì fondi per la videosorveglianza: “Basta perdere tempo. L’Amministrazione Comunale deve smetterla di ignorare i nostri appelli e partecipare subito ai bandi del Ministero dell’Interno per intercettare i finanziamenti statali sulla videosorveglianza urbana, garantendo occhi elettronici e illuminazione adeguata nei punti caldi della movida e nei quartieri periferici a rischio criminalità”.
A questo proposito si punta anche sul potenziamento dell’illuminazione pubblica: “Per migliorare la sicurezza e il decoro urbano quale tema centrale nel dibattito cittadino. Sono anni che apriamo il focus sui quartieri e aree specifiche per ridurre il rischio di microcriminalità e vandalismo”.
Non ultimo, l’incremento del personale di Polizia Locale: “Riteniamo siano insufficienti le assunzioni ordinarie e i concorsi programmati dalla Giunta per coprire i vuoti d’organico accumulati negli anni. I temi della sicurezza urbana e del degrado nei quartieri vanno affrontati con serietà e non con annunci annuali fittizi sulle assunzioni”.
Per Fratelli d’Italia “la sicurezza è un diritto primario per i cittadini e non un optional. E’ palese che questa maggioranza dopo anni di legislatura amministrativa non è in grado di garantire la gestione della sicurezza urbana, non basta votare all’unanimità il Patto sulla Sicurezza con la Prefettura e il Regolamento di Polizia Urbana, bisogna anche avere la forza di attuarli, aldilà o meno “della reciproca caricatura che la politica oggi induce a fare per ragioni di consenso”.
Basta selfie e passerelle mediatiche con cartelli vari, servono fatti concreti. Vanno bene anche le iniziative per il “cinemino al parchetto”, ma non servono a coprire le criticità che questa Amministrazione Comunale nel tempo non ha saputo affrontare dando semplicemente la colpa alla stampa locale. Non basta trincerarsi dietro la “serietà tra i politici e civici locali che si svolge nelle stanze Istituzionali”, bisogna alzare il fondoschiena dalle poltrone comunali e stare in mezzo ai cittadini per capire e somatizzare la realtà di tutti i giorni, non solo in campagna elettorale” conclude il consigliere.