Opera, il Ponchielli guarda al futuro: da Puccini a Britten una stagione tra tradizione e nuove generazioni
Dal centenario di Turandot al Novecento di Britten, il Teatro presenta la stagione 2026/2027: cinque titoli e nuove produzioni
Un viaggio lungo oltre un secolo di storia del teatro musicale europeo, capace di coniugare i grandi classici del repertorio con nuove produzioni, giovani talenti e una politica di accesso sempre più inclusiva. Il Teatro Ponchielli ha presentato la Stagione d’Opera 2026/2027, un cartellone che attraversa il melodramma italiano e internazionale, da Giacomo Puccini a Benjamin Britten, confermando la vocazione del teatro cremonese a essere un punto di riferimento per la lirica e la cultura del territorio.
L’inaugurazione è fissata per il 2 e 4 ottobre con Turandot, proposta nel centenario della prima rappresentazione. Un titolo simbolo del repertorio pucciniano che, oltre a celebrare il compositore, guarda alle nuove generazioni: la produzione porta infatti la firma del collettivo creativo under 35 Floret Umbra, vincitore del bando internazionale promosso da OperaLombardia insieme al Teatro del Giglio di Lucca e al Teatro Coccia di Novara. Sul podio salirà Alessandro D’Agostini, mentre la regia sarà affidata a Nadir Dal Grande.
Il percorso proseguirà il 27 e 29 novembre con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi, diretto da Andrea Solinas e con la regia di Roberto Catalano, prima di lasciare spazio, il 10 e 12 dicembre, a L’Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, affidata alla direzione di Alessandro Palumbo e alla regia di Fabio Cherstich.
Il nuovo anno si aprirà all’insegna del verismo con il celebre dittico Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in scena il 22 e 24 gennaio 2027, diretto da Biagio Micciulla con la regia di Davide Marranchelli.
A chiudere la stagione, il 5 e 7 febbraio 2027, sarà Death in Venice di Benjamin Britten, tratto dal racconto di Thomas Mann. Un’opera che conduce il pubblico nel Novecento europeo e in una dimensione più psicologica del teatro musicale, con Daniel Smith sul podio e la regia di Rodula Gaitanou.
Accanto agli spettacoli torna anche L’Opera si rivela, il ciclo di incontri gratuiti con musicologi ed esperti che accompagnerà ogni titolo del cartellone, offrendo al pubblico strumenti di approfondimento sulla storia e sul significato delle opere.
Ma la nuova stagione segna anche un cambiamento importante nella politica di accesso al teatro. Il Ponchielli introduce infatti nuove agevolazioni, con biglietti a 15 euro per tutti gli under 25, anche non studenti, e una tariffa ridotta dedicata agli over 65. Una scelta voluta dalla Fondazione e dall’amministrazione comunale con l’obiettivo di ampliare la partecipazione culturale e avvicinare nuovi pubblici alla lirica.
Non mancherà inoltre uno spazio dedicato alla valorizzazione dell’identità musicale della città. Torna infatti Casa Ponchielli – live, lectures, heritage, la rassegna organizzata in collaborazione con il Centro Studi Amilcare Ponchielli, il Conservatorio Monteverdi e il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia – sede di Cremona. La sesta edizione proporrà sette appuntamenti tra settembre e dicembre per approfondire la figura e l’opera del compositore cremonese, rafforzando il legame tra il teatro e la tradizione musicale della città.
Per il pubblico sono già fissate anche le scadenze per l’acquisto degli abbonamenti. La prelazione per gli ex abbonati e la sottoscrizione dei nuovi abbonamenti partiranno da mercoledì 15 luglio, mentre la vendita dei biglietti singoli prenderà il via sabato 12 settembre. La biglietteria sarà aperta dal 13 al 31 luglio e dal 24 al 31 agosto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30, resterà chiusa per la pausa estiva dal 1° al 23 agosto e riaprirà dal 1° settembre con il consueto orario, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 e il sabato dalle 10 alle 13.
Con un cartellone che attraversa la grande tradizione operistica europea e un’attenzione crescente all’accessibilità e alla formazione del pubblico, il Teatro Ponchielli conferma così il proprio ruolo di protagonista della vita culturale cremonese, mantenendo saldo il legame con la propria storia ma guardando con decisione al futuro.