Piano strategico ZIS: il 24 luglio incontro tra Mariani, Ferraroni e Parma
L'intento è ricucire i rapporti dopo le incomprensioni della scorsa primavera per poi lavorare uniti per la presentazione del piano entro il 30 novembre
Entro il 30 novembre dovrà essere presentato il piano strategico per la ZIS, zona di innovazione e sviluppo dedicata all’agroalimentare che unisce le province di Cremona, Lodi, Brescia e Mantova. Si tratta del documento decisivo per accedere ai finanziamenti destinati a laboratori condivisi, infrastrutture digitali, incubatori di start‑up e alla riqualificazione di spazi per il trasferimento tecnologico.
Dopo la manifestazione di interesse presentata in giugno, con cui erano stati indicati gli obiettivi di sviluppo e il modello di governance, ora tutti i soggetti coinvolti sono al lavoro per la seconda fase, che prevede un percorso di coprogettazione direttamente con gli uffici della Regione.
Le ZIS rappresentano il cuore politico e strategico del pacchetto da 255 milioni dedicato all’innovazione presentato da Regione Lombardia, un modello che punta a ridefinire la politica industriale e territoriale. “Non si finanziano più solo progetti”, ha detto l’assessore Guidesi, “ma si costruiscono sistemi industriali e territoriali. La Lombardia passa da regione industriale a piattaforma industriale europea”.
Da qui l’importanza dell’unione tra soggetti istituzionali e rappresentanti delle categorie economiche. Per questo il 24 luglio il presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, incontrerà il presidente degli industriali Ferraroni e il presidente di CNA Parma per ricucire i rapporti. Dopo la nota critica con cui, nell’aprile scorso, l’unione delle associazioni economiche “Assieme” aveva parlato di “occasione mancata” e di “zone grigie da ridefinire”, Mariani ammette qualche incomprensione: “Si è trattato di un percorso che, ammetto, poteva essere più inclusivo e prevedere qualche gradino in più per arrivare allo stesso obiettivo”.
Ma ora si punta al massimo coinvolgimento, dice Mariani: “Confagricoltura e Apindustria che fanno parte di Assieme hanno già aderito e prosegue un contatto costante con le associazioni industriali per arrivare a una condivisione del percorso che veda tutti lavorare nella stessa direzione, perché è un’opportunità per il territorio. Riteniamo che il mondo dell’impresa non possa essere escluso da questo percorso e si sta lavorando esattamente su questo”.