Cronaca

Il sindacato Sulpl: “Lo Stato investe, il Comune spieghi come impiega la Polizia Locale”

La segreteria regionale di uno dei sindacati di Polizia Locale interviene sul tema sicurezza lamentando la gestione delle risorse da parte del comune di Cremona

Una pattuglia della Polizia Locale
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“Il dibattito politico che si è sviluppato in questi giorni sulla sicurezza a Cremona rischia di trasformarsi nell’ennesimo rimpallo di responsabilità tra istituzioni. Come Organizzazione Sindacale della Polizia Locale riteniamo invece che sia necessario riportare il confronto su un piano di concretezza, perché la sicurezza dei cittadini non si costruisce con gli slogan, ma con scelte organizzative, investimenti e una chiara volontà politica”. Lo afferma il segretario regionale della sigla sindacale Sulpl Emmanuele Russo.

“fuori discussione che le Forze di Polizia dello Stato operino da anni in condizioni di carenza di organico. Si tratta di una criticità che il SULPL denuncia da tempo e sulla quale è necessario continuare a investire, programmando nuove assunzioni e garantendo un ricambio generazionale stabile. Allo stesso tempo, però, è doveroso riconoscere che negli ultimi anni il Governo ha riavviato un percorso di rafforzamento degli organici dopo un lungo periodo caratterizzato dal blocco del turn over e da una progressiva riduzione del personale. La strada è ancora lunga, ma oggi esiste una programmazione che per molti anni era completamente assente.

“Per questo motivo desideriamo esprimere il nostro apprezzamento al Questore di Cremona e a tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, che quotidianamente garantiscono la sicurezza del territorio nonostante le note difficoltà di organico. I risultati conseguiti attraverso l’attività di controllo e la costante collaborazione tra le diverse Forze di Polizia dimostrano il grande impegno profuso dagli operatori dello Stato”.

Poi, l’attacco al Comune di Cremona: “Ciò che invece sorprende è assistere al tentativo dell’Amministrazione comunale di attribuire esclusivamente allo Stato le criticità della sicurezza urbana, dimenticando che il Comune dispone di uno strumento fondamentale: la Polizia Locale.

La sicurezza urbana è anche una responsabilità dell’Amministrazione comunale. Non basta chiedere più uomini allo Stato se poi non si apre una riflessione seria su come vengono organizzati e impiegati gli operatori della Polizia Locale. Quanti agenti sono effettivamente destinati ai servizi esterni? Quante pattuglie presidiano quotidianamente i quartieri, il centro storico e le aree maggiormente interessate da fenomeni di degrado? Quali sono gli investimenti effettuati per incrementare realmente la presenza sul territorio?”.

Secondo il sindacalista, “la sicurezza è una scelta politica. Lo è quando si decide di assumere personale, di destinare risorse al Corpo, di organizzare i turni, di garantire servizi serali e festivi e di privilegiare il presidio del territorio rispetto ad altre attività. Non è sufficiente parlare di sicurezza o convocare assemblee pubbliche se poi manca una strategia concreta di valorizzazione della Polizia Locale.

“Troppo spesso assistiamo a una comunicazione che enfatizza investimenti in tecnologie, telecamere e strumenti di controllo. Tutto questo è certamente utile, ma nessuna telecamera potrà mai sostituire la presenza di un agente sul territorio. Il vero deterrente resta la presenza visibile delle pattuglie, il rapporto diretto con i cittadini, la capacità di prevenire situazioni di degrado e intervenire tempestivamente quando necessario.

“Come SULPL continueremo a sostenere che la Polizia Locale debba essere messa nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo, attraverso adeguati organici, formazione, mezzi e un’organizzazione del lavoro orientata al presidio del territorio. I nostri colleghi non possono diventare il capro espiatorio delle scelte politiche né essere utilizzati per alimentare polemiche istituzionali.

“Al Sindaco di Cremona chiediamo meno propaganda e più trasparenza. Prima di indicare nello Stato l’unico responsabile delle criticità, renda pubblici i dati relativi all’organico della Polizia Locale, alle assunzioni effettuate, ai posti vacanti, ai servizi esterni realmente svolti e alle pattuglie impiegate quotidianamente nella sicurezza urbana”, conclude Russo.

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