Cronaca

Sicurezza, ancora scontro tra maggioranza e opposizione

Il sindaco Virgilio risponde alle critiche sulla sicurezza, ma i numeri della polizia locale destano preoccupazione. Interrogazioni dalla minoranza

Il servizio di Silvia Galli
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Il tema sicurezza ancora oggetto di scontro politico in consiglio comunale durante la discussione sull’assestamento di Bilancio di metà anno. Un’occasione in più per il centrodestra per rimarcare, con Matteo Carotti di FDI, che “ogni volta che in città si verifica un episodio di violenza, un’aggressione o un problema di ordine pubblico, il Sindaco punta immediatamente il dito contro il Governo, secondo quella prassi amministrativa consolidata secondo cui l’amministrazione comunale non ha mai responsabilità ma solo meriti. Prima di chiedere agli altri di fare la propria parte, bisognerebbe dimostrare di aver fatto fino in fondo la propria.

“Alla data del 25 giugno, per la missione ‘Ordine pubblico e sicurezza’, la spesa in conto capitale presenta un dato che dovrebbe far riflettere tutti: a fronte di uno stanziamento assestato di 129.416,18 euro, risultano impegnati appena 21.216,18 euro, cioè soltanto il 16,39% delle risorse disponibili. Questo significa che oltre l’80% delle risorse destinate agli investimenti per la sicurezza non è stato ancora trasformato in interventi concreti”.

Al che il presidente del Consiglio Luciano Pizzetti ha ricordato che la richiesta al Ministero di invio dell’esercito per presidiare la stazione, inviata a maggio scorso dopo interlocuzioni con i parlamentari del centrodestra (Ancorotti e Comaroli), non ha mai ricevuto risposta.

Molto acceso l’intervento del sindaco Andrea Virgilio: “Non abbiamo ricevuto alcun segnale da parte del Governo. Del resto, chiedere la presenza dell’esercito significa riconoscere una difficoltà dello Stato stesso: se faticano ad arrivare agenti e forze di polizia, diventa inevitabile ricorrere ad altri strumenti.
La Polizia Locale ha sempre fatto la sua parte. Stiamo investendo in tecnologie e dispositivi e cerchiamo di garantire una presenza costante nei contesti più delicati della città. È vero che il numero dei reati è basso a Cremona, ma esistono situazioni legate all’utilizzo degli spazi pubblici e alla convivenza con i residenti che richiedono attenzione”.

Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami di “Novità a Cremona” annunciano un’interrogazione: “Il sindaco ha scelto il terreno dei numeri. Ora fornisca quelli del Comune. Ma siano numeri veri, leggibili e distinti. Non il totale delle multe. Per anni a Cremona il problema della sicurezza è stato minimizzato e confinato dentro la comoda formula della percezione.

“L’ordine pubblico compete allo Stato. Nessuno lo mette in discussione. Ma il Comune ha precise responsabilità sulla Polizia Locale, sul presidio visibile degli spazi pubblici, sul controllo amministrativo, sulla prevenzione del degrado e sulle politiche sociali ed educative. È su questo terreno che Virgilio deve rispondere”.

“Il sindaco denuncia i pensionamenti nella Polizia di Stato e sostiene che le nuove assunzioni non siano sufficienti a compensarli. Benissimo. Applichiamo lo stesso criterio alla Polizia Locale di Cremona: quanti agenti sono andati in pensione o hanno lasciato il servizio? Quanti sono stati assunti? Quanti posti sono vacanti? Quanti agenti sono realmente disponibili per i servizi esterni?”.

“Vogliamo sapere quante pattuglie svolgano realmente attività di prossimità, deterrenza e prevenzione del degrado, soprattutto nelle fasce serali e nei fine settimana. Non ci interessano dati indistinti, nei quali vengano sommate le pattuglie impegnate con l’autovelox, nelle multe, nella regolazione del traffico, nei cantieri o nella viabilità per partite e concerti”.

“Una pattuglia ferma a rilevare infrazioni stradali non può essere contabilizzata come presidio preventivo delle aree più problematiche. Per questo abbiamo chiesto di separare con precisione le ore dedicate ai servizi appiedati e di prossimità, ai quartieri, ai parchi, alla stazione e alle zone sensibili da quelle destinate alla polizia stradale, alla viabilità e agli eventi”.

“Non stiamo chiedendo agli agenti comunali di sostituirsi a Polizia e Carabinieri nella repressione dei reati – concludono Portesani e Beltrami -.  Stiamo chiedendo se il Comune utilizzi davvero la Polizia Locale per essere presente nei luoghi e negli orari in cui si concentrano degrado, disturbo della quiete, consumo eccessivo di alcol e comportamenti molesti”.

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