Cronaca

Legge elettorale, governo ko. Ventura: “Inciampo”. Piloni: “Non c’è più maggioranza”

Per la premier Meloni: "Urge una riflessione". L'opposizione: "Vadano a casa". Raffica di reazioni anche da parte dei politici locali. I cinquestelle temono la "deriva vannacciana"

Legge elettorale nella bufera
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“Urge una riflessione”, dice Meloni. “No, vadano a casa”, urla l’opposizione. Per la Schlein la maggioranza si è addirittura “fratturata”. “Elezioni a settembre”, cioè dopodomani per i tempi della politica, mette il carico Renzi. Più duri di così… Cosa è successo? Semplice, da raccontare ma non da metabolizzare per il governo e per gli alleati di governo: sulla legge elettorale, anzi sull’emendamento alla legge elettorale, quello sulle preferenze, “farlocche” per Conte dei CinqueStelle, Giorgia Meloni, sì proprio lei che aveva invitato i suoi con un post a votare “bene”, che ci ha messo la faccia, è stata sconfitta. E nonostante leghisti e forzisti avessero dato il via libera, non scontato, in mattinata. Scrutinio segreto: 188 a 187, bocciatura per un voto. Ma quanto pesa quel voto? Tantissimo, troppo. Ancora una sessantina gli emendamenti da discutere oggi (mercoledì), poi si vedrà.

Se volessimo plasticamente riassumere con qualche fotogramma la giornata di martedì – drammatica o di giubilo, dipende dai punti di vista – potremmo mostrarvela così: Tajani, vicepremier, con le mani nei capelli; i ‘soldati’ del generale Vannacci che si filmano mentre votano per provare la loro lealtà alla causa; Lollobrigida, ministro, maggiorente di Fratelli d’Italia, che avrebbe minacciato di cercarli lui i franchi tiratori. Uno per uno. Ah già, i franchi tiratori: colpa loro per quel 188 a 187. Quanti sono ma soprattutto chi sono? Una trentina, forse azzurri. Ricostruzioni giornalistiche, nomi ufficiali non ne usciranno, probabilmente, mai. Tant’è. E ora che succede? Elezioni anticipate? A settembre? Ad aprile dell’anno venturo? A giugno? A scadenza naturale, autunno 2027? “Spiacevole, non grave. Ma spiacevole sì” quanto accaduto in serata alla Camera, secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marcello Ventura. Che minimizza: “Solo un inciampo, può capitare. Stoppato un emendamento, non stoppata le legge. E quindi avanti, fino a fine mandato”.

“Una priorità per la destra la legge elettorale. Non per il Paese. E ora c’è un governo senza maggioranza” è il pensiero di Matteo Piloni, consigliere dem in Regione Lombardia. Che aggiunge: “Il Partito democratico cominci a organizzarsi per le primarie”. Paola Tacchini, CinqueStelle Cremona, non si stupisce dello ‘spettacolo’ messo in scena. “La maggioranza si era già sfilacciata sulla giustizia”. Ma è particolarmente cauta: non vorrebbe che il governo cadesse adesso, anche se “appare evidentemente sfiduciato”, perché c’è il rischio di passare dalla padella alla brace: “Mi preoccupa la deriva vannacciana. E lo dico come cittadina”. A proposito di Vannacci, Paolo Italia luogotenente del generale in provincia di Cremona, l’ha vista così: “Una sceneggiata allucinante che ha messo a nudo la povertà della coalizione di centrodestra. Il governo non vacillerà, ma si voterà a primavera e non in autunno”.

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