Cronaca

Positivo all’alcol test, ma astemio: la vicenda giudiziaria a lieto fine di Antonio Piano

Assolto con formula piena nonostante fosse positivo all'alcol test. La storia di Antonio Piano, il 55enne cremonese astemio, ma affetto da una rara sindrome che inganna i controlli per la guida in stato di ebbrezza

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Antonio Piano, cremonese di 55 anni, è stato recentemente assolto con formula piena in un procedimento dove ha dimostrato di non aver bevuto quando la sera dell’8 marzo del 2022 perse il controllo dell’auto sulla strada per Malagnino a causa di una nutria e finì fuoristrada. L’alcol test risultò positivo, perse il lavoro perché gli venne ritirata la patente per 9 mesi, ma non si diede per vinto, sapeva di non aver bevuto nemmeno un goccio di alcol.

“Ho detto ok, se sbagli è giusto che paghi, io ero sicuro che non avrei toccato alcol, ho detto no vado fino in fondo”, ci racconta Piano, “poi il mio avvocato Cortellazzi è stata una persona squisita perché mi ha seguito, ha visto il mio sconforto”.

L’uomo si è rivolto a un medico di sua conoscenza che prima ha ipotizzato le conseguenze di alcuni antidolorifici, poi ha eseguito un costoso test al San Raffaele di Milano.

Il dottor Giorgi Pierfranceschi

“È una sindrome rara, in letteratura sono descritte poche decine di casi”, ci dice Matteo Giorgi Pierfranceschi direttore del reparto di Medicina interna della Asst di Cremona,ci sono delle condizioni favorenti, il diabete è una di queste condizioni probabilmente perché nel paziente diabetico abbiamo una disbiosi, cioè uno squilibrio della flora intestinale a favore dei ceppi fermentanti; ci sono patologie che determinano alterazione del transito intestinale e poi anche l’assunzione di alcuni farmaci, per esempio alcune terapie antibiotiche”.

Per questa sindrome c’è anche una terapia? “Sì, esiste una terapia che è mirata proprio per eradicare i ceppi batterici fermentanti”.

I diabetici positivi all’alcol test possono sperare di appellarsi a questa sindrome? “Assolutamente no, perché per nostra fortuna, comunque per fortuna anche del paziente, esistono dei criteri diagnostici molto precisi e quindi ci dobbiamo avvalere di questi”, conclude il medico.

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