Vernici in liuteria, nel Laboratorio Arvedi un progetto dedicato al colore degli strumenti
Uno studio di profondo interesse sia per la conservazione degli strumenti storici quali Stradivari, Guarneri del Gesù e Amati, sia per la produzione contemporanea
Il colore degli strumenti ad arco è protagonista di un progetto di ricerca in corso a Cremona nel Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia: è l’attività avviata nel dottorato triennale sulle vernici curato da Eleonora Verni, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Ateneo e il Museo del Violino, coinvolgendo inoltre numerosi liutai attivi in città.
Lo studio infatti è di profondo interesse sia per la conservazione degli strumenti storici quali Stradivari, Guarneri del Gesù e Amati, sia per la produzione contemporanea, dal momento che approfondisce il tema sotto un profilo al contempo scientifico e sperimentale-applicativo.
“Le fondamenta del progetto sono i 10-13 anni di attività che il Laboratorio Arvedi ha fatto nel mondo della liuteria” -premette Giacomo Fiocco, Responsabile Tecnico del Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia- “Lo studio dei violini ci è servito per capire quali materiali sono effettivamente presenti su questi straordinari oggetti, ma ha chiaramente lasciato indietro tantissime domande e tantissimi dubbi. Ora è arrivato il momento di approfondire alcuni di questi aspetti tra cui il colore, perché il colore è sempre stato dato per scontato come parte integrante dell’oggetto, ma da un punto di vista scientifico è stato studiato poco”.
Il colore, legato alla vernice composta principalmente da olio e resine, è uno degli aspetti che cambia di più durante la vita degli strumenti, influenzato da diversi fattori quali esposizione al sole e invecchiamento dei materiali, dunque risulta importante conoscerlo per poi gestirlo.
“Abbiamo fatto una selezione di resine tra le più utilizzate, ad esempio adesso siamo partiti dalla colofonia, e quello che siamo andati a creare sono dei campioni (dei mock-up in termine tecnico) che riproducono la vernice prodotta in diverse condizioni” -spiega la dottoranda Eleonora Verni– “Sappiamo che olio e resina venivano scaldati durante il processo di creazione della vernice e durante questo riscaldamento è probabile che avvenissero delle modifiche chimiche che portassero a una colorazione. Quindi noi andiamo a studiare quali sono le modifiche chimiche che avvengono e cerchiamo di trovare dei marker chimici”.
Dopo la fase iniziale con i mock-up si passerà in seguito all’analisi dei casi reali, violini sui quali si metterà a confronto quanto emerso dalle ricerche sui campioni in Laboratorio.