Al Museo del Violino risuona l’arte contemporanea: viaggio in anteprima dentro “Sala Effe”
Prima mostra al via a partire dal 19 settembre. Tra idee e progetti, ne abbiamo parlato con gli organizzatori
C’è uno strano legame che unisce il saper fare liutario con l’arte più moderna e contemporanea, strumenti che, seppur differenti, suonano un’unica melodia.
È anche per questo che al Museo del Violino, tempio della musica cremonese, sta prendendo forma un nuovo progetto che dal prossimo settembre punta a coinvolgere la città con iniziative artistiche e non solo.
Il progetto si chiama Sala Effe, richiamo agli intarsi del violino che danno vita alla cassa di risonanza e quindi al suono. A capo dell’iniziativa per i prossimi tre anni un team composto, tra gli altri, dai galleristi Leonardo Caldonazzo Arvedi, Claudia Ciaccio e Paolo Zani e dai collezionisti Enea Righi e Lorenzo Paini.
“Penso che proprio perché Cremona è una città di provincia ci siano maggiori possibilità di far conoscere o di costruire un programma che possa essere istruttivo nei confronti dell’arte contemporanea, che purtroppo è poco conosciuta – spiega Paini -. L’importante secondo me è creare un po’ di disagio: il pubblico, di fronte all’opera, deve sentirlo, deve porsi delle domande, deve cercare di capire, deve essere stuzzicato a volere capire di più”.
“Il programma di Sala Effe – aggiunge il collezionista – si svilupperà nei prossimi tre anni con due mostre annuali: una monografica o collettiva, come quella che ci sarà il 19 settembre. C’è poi un altro aspetto interessante. Abbiamo notato una forte relazione tra il museo e il collezionismo privato, perché nella collezione ci sono violini importanti dati in deposito sia per la visione al pubblico sia per il restauro. Da qui l’idea di lavorare con le collezioni private: ci piacerebbe presentare ogni anno una collezione, non necessariamente italiana. L’importante è che emerga il ritratto del collezionista: attraverso le sue scelte, il suo gusto, la sua visione del mondo, forma una collezione unica, difficilmente visitabile perché rimane nell’ambito privato. Cerchiamo di portare questo, perché il collezionista è il fruitore finale del sistema dell’arte, come lo è il pubblico”.
Tante le iniziative che si alterneranno nelle sale in allestimento.
“Il programma di Sala Effe – afferma la gallerista Claudia Ciaccio – prevede di coinvolgere la città. È un luogo che nasce per Cremona, con l’obiettivo di implementare la proposta culturale del Museo del Violino. Abbiamo diversi progetti che svilupperemo nel tempo. Già con la mostra inaugurale partiremo con varie cose: una è un’opera di John Gerrard, un tavolo lungo circa dieci metri con sedute e un video digitale. È un luogo che abbiamo deciso di affidare all’associazione legata all’agricoltura di Cremona, invitata a utilizzarlo come punto di incontro periodico per discutere le questioni del settore. È un primo coinvolgimento: far diventare questo spazio non solo un luogo espositivo, ma un posto di scambi continui”.
“Un altro progetto – prosegue – coinvolge scrittori invitati a comporre racconti ispirati ad alcune opere presenti. Non saranno testi didascalici: saranno suggestioni, spunti narrativi. Ogni autore curerà un racconto, un workshop in Sala Effe e un talk in un luogo della città che stiamo individuando”.
Lavori in corso e programmazione a lungo termine: si parte il 19 settembre con la prima mostra dal titolo “La terra piatta è una dimensione lirica del luogo come se regredire fosse inventare”.
“Una mostra legata al tempo – conferma Paini – sia perché lo spazio verrà programmato da noi per tre anni, sia perché abbiamo dovuto realizzare lavori strutturali per accogliere l’arte contemporanea. La mostra sarà in progress, si svilupperà in tre fasi: se dura sei mesi, ogni due mesi cambierà. Nella prima fase ci sarà Giorgio De Chirico, poi Alighiero Boetti dell’arte povera e altri artisti più recenti, anche giovani”.
“È un’idea trasversale di arte – conclude Ciaccio – che non riguarda solo le arti visive ma tutti gli strumenti espressivi. L’arte contemporanea guarda al futuro e il Museo del Violino non è un luogo che si limita a conservare: è un museo attivo, che continua ad aggiornarsi e non si ferma. È proiettato verso il contemporaneo e verso il futuro: queste sono le fondamenta che ci accomunano”.