Cronaca

“Cantiere di notte”: chiesa di San Gregorio gremita tra musica, racconti ed emozione

Il copricielo è tornato al suo posto, dopo i primi lavoro di restauro. Nel frattempo l'architetto Damini presenta i prossimi interventi

Il copricielo della Chiesa della Santissima Trinità e San Gregorio
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Sguardo verso l’alto tra musica, racconti ed emozioni, alla scoperta – e riscoperta – di bellezze note e meno note.
Grande partecipazione, giovedì sera, nella chiesa cittadina di via Speciano dedicata alla Santissima Trinità e a San Gregorio, per l’iniziativa “Cantiere di notte” lanciata dal parroco di San Michele, don Aldo Manfredini.

Al centro della serata il ritorno nella sede originaria, dopo mesi di interventi, del cosiddetto “copricielo”, la struttura sopra l’altare maggiore che raffigura Dio Padre tra i Cherubini.
Durante l’incontro, per l’occasione, sono stati anche presentati gli importanti – e impegnativi – lavori di restauro affidati ai coniugi restauratori Luigi Rizzi e Federica Cattadori. La prima fase è quasi conclusa, con alcune novità inattese illustrate dall’architetto incaricato, Stefano L. Damini.

“Abbiamo terminato il primo lotto dei lavori sul presbiterio – spiega – dove non sono mancati fuori programma. Tra questi, il restauro della tela del copricielo, inizialmente non previsto, e quello della pala d’altare. Rimuovendo la tela abbiamo scoperto unCristo“: un affresco antico, risalente alla fondazione della chiesa, tra fine Trecento e inizio Quattrocento”.

Durante la serata, dopo i saluti del “padrone di casa” don Manfredini, i partecipanti hanno potuto assistere ad una piccola lectio magistralis sulle origini della chiesa tenuta dalla studiosa Norma Boari; poi appunto, tra le note di Vivaldi, il riposizionamento del copricielo vicino alla cupola.

Per finanziare gli interventi di restauro i promotori hanno anche partecipato ad alcuni bandi: tra questi, uno dedicato di Regione Lombardia, con il finanziamento (di circa 60mila euro) che andrà a coprire parte dei costi dei lavori sul transetto.
Non mancano inoltre nuove possibili collaborazioni: una di queste con il Laboratorio Arvedi del distaccamento cremonese di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia, interessato allo studio dell’affresco recentemente ritrovato con le effigi di Cristo.
Nel frattempo però si pensa già ai prossimi passi.

“Entro fine agosto verrà posizionato il ponteggio per il restauro del transetto e della mostra d’organo – prosegue l’architetto –, anche quest’ultimo di particolare pregio storico, con lavori fino al 31 dicembre. L’obiettivo è chiudere il progetto entro l’anno, anche per rispettare le scadenze del bando”.

Si valuta inoltre la partecipazione a un bando della Fondazione Comunitaria, che coprirebbe il 50% dei costi del cosiddetto “terzo lotto”, dedicato alla navata e alle due cappelle medievali.

La chiesa è un piccolo gioiello – conclude Damini – e lo dimostra il fatto che, quando la apriamo, è sempre piena. Proprio come ieri sera”.

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