Ambiente
Distretto del Po, situazione sempre più preoccupante, ora la severità è “alta”
Cattive notizie alla riunione dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici. Almeno 100 comuni tra Piemonte e Lombardia con acquedotti a secco. Portata del Po a Cremona: 210 m3/s
Una decisione unanime quella presa oggi dall’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po (ADBPO), con una condizione di severità idrica che passa ad “ALTA” per l’intero Distretto. In base all’analisi dei dati idrologici e climatici e alle proiezioni modellistiche per le prossime settimane analizzati nella seduta odierna, tutti i membri dell’Osservatorio (Ministeri, Regioni, istituti di ricerca, associazioni di categoria, multiutility) hanno condiviso la necessità di innalzare ulteriormente la condizione di severità idrica per l’intero distretto padano.
Nei prossimi giorni la Segreteria Tecnica dell’Autorità di Distretto provvederà ad inviare al Dipartimento Nazionale per la Protezione Civile una relazione per informare sulle condizioni generali di disponibilità idrica nel Distretto evidenziando le principali criticità con particolare riferimento al settore delle forniture idropotabili.
Attualmente sono oltre 100 i comuni tra Piemonte e Lombardia in cui si registrano criticità nell’ambito degli approvvigionamenti. In diversi di questi, già da diversi giorni si sta facendo ricorso all’uso di autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti al fine di garantire continuità di servizio alle popolazioni. La maggior parte di questi comuni, tra l’altro, ha già provveduto ad adottare ordinanze locali per un utilizzo il più possibile oculato dell’acqua.
Nei prossimi giorni, complice la riduzione degli afflussi e delle portate nelle principali sezioni del fiume Po ci si aspetta anche una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel Delta, con un possibile interessamento anche centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po (Rovigo).
Purtroppo, le proiezioni modellistiche non lasciano presagire possibilità di miglioramenti significativi nella disponibilità idrica, come confermato dal Segretario Generale dell’ADBPO, Alessandro Delpiano: “La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture a cominciare dal riso”.
In Lombardia le risorse sono praticamente esaurite nel comparto del Ticino e la carenza complessiva delle risorse idriche regionali si attesta ora tra il 50 e il 60% (ad eccezione del Garda-Mincio, unico comparto ancora non in sofferenza).
Questi i valori delle portate registrati nelle stazioni di riferimento al 19 luglio: Piacenza 186 metri cubi al secondo; Cremona 210 m3/s; Boretto (RE) 238 m3/s; Borgoforte (MN) 258 m3/s; Pontelagoscuro (FE) 303 m3/s (confermata in lenta, progressiva discesa).
Alla data del 29 luglio le condizioni dei Grandi Laghi Regolati non sono rosee, con il Lago Maggiore che perde il 7% del suo volume di riempimento nell’ultima settimana (attestandosi, ad oggi, a -0,40 cm sotto lo Zero Idrometrico di Sesto Calende); Lago di Como a -6% (livello attuale: -29 cm sull’idrometro di Malgrate); -7% di riempimento negli ultimi sette giorni anche per il Lago d’Iseo e -1% per il Lago d’Idro; il Lago di Garda (-6% nell’ultima settimana) continua ad essere l’unico dei grandi invasi montani la cui discesa resta più contenuta.
L’Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 6 Agosto. Tutti i dati analitici del Distretto sono visibili e consultabili sul portale istituzionale dell’ente al link: https://www.adbpo.it/osservatorio-permanente/ .
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