In calo le ore di cassa integrazione, ma aumenta la quota della straordinaria
L'ordinaria diminuisce del 40% nel primo semestre 2026; la straordinaria sale da 2.916 a 261.592 ore e arriva a valere il 25,2% del totale provinciale. Le principali criticità nel tessile, chimica e alimentare
Nel primo semestre del 2026 il ricorso complessivo alla Cassa integrazione in provincia di Cremona diminuisce del 19,9%, passando da 1.295.600 a 1.037.872 ore.
Il calo generale nasconde però un cambiamento significativo nella composizione degli ammortizzatori: la Cassa ordinaria diminuisce del 39,9%, mentre quella straordinaria sale da 2.916 a 261.592 ore e arriva a valere il 25,2% del totale provinciale.
E’ la Cisl Asse del Po ad evidenziare quelle che sono le principali criticità: tessile, chimica e alimentare. Nel tessile compaiono quasi 115 mila ore, in larga parte di Cassa straordinaria.
Nel comparto della chimica, gomma e materie plastiche le ore complessive di Cassa integrazione diminuiscono del 15,8%, ma la crescita della straordinaria ridimensiona il dato positivo legato al calo dell’ordinaria.
Nell’alimentare la riduzione effettiva è limitata al 10,6%, a causa della comparsa di oltre 51 mila ore di Cassa straordinaria. I tre comparti concentrano insieme più del 98% della componente straordinaria provinciale.
Segnali positivi arrivano invece dal legno, dalla carta, dall’editoria e dalla metallurgia.
“Il dato complessivo – commenta Ivan Zaffanelli, segretario generale Cisl Asse del Po – descrive un territorio non interessato da una crisi generalizzata, ma attraversato da fragilità concentrate in alcune aziende e filiere. L’obiettivo in questa fase deve essere quello di accompagnare la diminuzione della Cassa con la crescita dell’occupazione, soprattutto dei contratti a tempo indeterminato. Inoltre, 1 milione di ore di Cassa è comunque un numero che ci deve far tenere alta l’attenzione”.