Cronaca

Le foto dal drone della storica secca del Fiume Po a Cremona

Sui cosiddetti spiaggioni è cresciuta addirittura della vegetazione. Guardando il letto dall’alto in diverse zone è possibile intravedere il fondale

Le foto scattate dal drone del fiume Po in secca (foto: Studio B12)
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Sembra ridotto a poco più di una pozza d’acqua, e sebbene sia da sempre conosciuto come il Grande Fiume, in questa torrida estate 2026 non conserva quasi nulla della sua maestosità.

Il Po, spina dorsale idrica del Nord Italia, si sta mostrando nudo ed asciutto in questa che è una delle magre più importanti della sua storia.

Le immagini scattate dal drone lo descrivono benissimo: sui cosiddetti spiaggioni, ampie distese di sabbia e ghiaia che si formano durante i periodi di forte siccità, è cresciuta addirittura della vegetazione. In alcuni punti ci sono pozze di acqua ormai ferma e paludosa. Guardando il letto dall’alto in diverse zone è possibile intravedere il fondale; persino nei pressi del ponte tra Cremona e Castelvetro è emerso un isolotto. Alcune delle barche sul lungo Po poggiano direttamente sui sassi che affiorano per il livello troppo basso dell’acqua. Completamente asciutta la cosiddetta “canalina”, l’ingresso è inaccessibile.

La portata è inferiore rispetto alle corrispondenti caratteristiche di magra; l’Autorità di Bacino parla da giorni di una severità considerata alta.

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