Cronaca

C’era una volta il “Grande Fiume”: la storica secca del Po nelle immagini di Copernicus

Il fiume Po inserito tra gli "osservati speciali" del programma di monitoraggio dell'Unione Europea

La secca storica del Fiume Po
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C’era una volta il Grande Fiume, noto per le sue forti correnti e le sue anse. C’era una volta, perché ciò che rimane del Po, in questi giorni, non è che la sua ombra.

Le alte temperature, l’assenza di precipitazioni e le numerose ondate di caldo che in questa estate infernale non sembrano voler finire l’hanno ridotto a poco più di un fiumiciattolo, circondato da ampie distese di sabbia (i celebri “spiaggioni” per i locali).
Una situazione drammatica, una criticità considerata “alta”, con immagini che stanno facendo il giro del mondo come simbolo di una crisi climatica i cui effetti si fanno sentire sempre più prepotentemente.

Alcuni giorni fa il Po è diventato anche un “osservato speciale” da parte di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea che raccoglie dati satellitari e terrestri per monitorare lo stato di salute del pianeta.
Le immagini, acquisite tra l’1 e il 3 agosto nell’ambito della missione Copernicus Sentinel‑2, rivelano livelli idrici eccezionalmente bassi lungo i tratti di quattro tra i più grandi fiumi d’Europa: la Loira vicino a Saumur in Francia, il Reno vicino a Boppard in Germania, il Danubio vicino a Paks in Ungheria e – appunto – il Po nei pressi di Cremona.

Le immagini di Copernicus (Credit: European Union, Copernicus Sentinel-2 imagery)

“In ogni immagine sono chiaramente visibili estesi banchi di sabbia e ghiaia, normalmente nascosti sotto la superficie dell’acqua – si legge sul portale dell’UE – con conseguenze che si estendono ben oltre le rive dei fiumi: in Italia, il livello del Po continua a esercitare una pressione crescente sull’irrigazione, sulla produzione di energia idroelettrica e sulla disponibilità di acqua dolce“.

Una situazione estrema che – per alcuni – “è solo l’inizio“.
Oggi del Grande Fiume non restano che giganti deserti di sabbia; nell’attesa che dal cielo scenda finalmente quella pioggia desiderata come la manna nel deserto, il Po ci mostra il nostro futuro in uno specchio d’acqua ormai troppo sottile per essere ignorato.

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