Stato di emergenza crisi idrica, le repliche al “no” della Regione
Secondo il sindaco di Gerre de' Caprioli, Michel Marchi, e il consigliere regionale Matteo Piloni, "La Regione continua a sottovalutare la situazione"
Coro di proteste tra le fila della politica cremonese in seguito alla notizia che gli assessori regionali Sertori e Beduschi hanno rigettato la richiesta del Presidente della provincia di Cremona Roberto Mariani, firmata da 12 Sindaci, di dichiarare lo stato di emergenza per la crisi idrica che sta colpendo il territorio e tutta la Regione.
“Le motivazioni sono confusionali ma soprattutto dimostrano la distanza di Milano dai territori e della realtà dei fatti” commenta il sindaco di Gerre de’ Caprioli, Michel Marchi. “È vero: al momento non c’è carenza idrica per le case e le aziende del territorio, grazie ai grandi investimenti fatti da Padania Acque negli anni scorsi. In agricoltura i razionamenti ci sono, eccome, e sono documentabili.
E poi c’è il Fiume Po, in condizioni critiche. E con lui le golene, le zone umide, la risalita del cuneo salino con conseguente desertificazione, il granchio blu etc… La foto dell’attracco di Gerre, sospeso su due sassi con un salto di circa 2 metri, dimostra che i livelli minimi storici sono ampiamente superati, anche per quanto attiene la durata del fenomeno.
Questa mattina abbiamo girato un servizio per Rai regione e poi in diretta su L’aria che tira La7 per parlare di questi problemi. Abbiamo passato un ora e mezza sullo spiaggione rischiando la pelle. Mi piacerebbe sapere se a Milano (o a Roma) avrebbero il coraggio di esporsi così per far valere le ragioni del territorio. Credo che la risposta sia no.
La risposta negativa allo stato di emergenza è uno schiaffo a tutti: Amministratori, agricoltura, famiglie, turismo, terziario… non è una questione politica. È buonsenso e conoscenza del territorio. Prendiamo atto che a Milano, al momento, queste virtù non sono note”.
Gli fa eco il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni: “La giunta regionale ancora una volta sottovaluta la situazione. Il Piemonte ha già dichiarato lo stato di emergenza regionale per deficit idrico, mentre il Friuli-Venezia Giulia ha richiesto al Dipartimento di Protezione Civile il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Nel frattempo le acque a disposizione dei laghi Maggiore Como e Idro sono quasi esaurite, e la situazione del Po è sotto gli occhi di tutti, tranne che della giunta lombarda. L’emergenza continua e ancora non se ne vede la fine” prosegue Piloni.
“Ha fatto bene il presidente della Provincia a sollecitare la Giunta regionale, ascoltando le preoccupazioni e le istanze del mondo agricolo cremonese e non solo. Due settimane fa ho rivolto lo stesso appello, ma la risposta resta purtroppo la stessa. Il giorno prima che l’Autorità di bacino distrettuale dichiarasse “alto” il livello di severità idrica, gli assessori Beduschi e Sertori lo avevano definito “medio” al tavolo idrico. Il punto è uno: si continua a sottovalutare la situazione.
La Giunta lombarda faccia come le altre regioni: riconosca lo stato di crisi regionale e chieda al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza e abbandoni una volta per tutte il negazionismo” conclude Piloni.