Maltempo, la supercella che ha devastato Cremona è stata un mesociclone
Non si è trattato di un semplice fenomeno temporalesco: l'intensità dei fenomeni osservati trova spiegazione nel passaggio di un temporale dotato di una circolazione interna simile a quella di un ciclone
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Una supercella temporalesca di una violenza inaudita: questo quello che nel pomeriggio di venerdì 28 agosto ha colpito Cremona. A ricostruirlo il Corriere della Sera, che spiega l’origine del fenomeno.
L’intensità dei fenomeni osservati — dalla grandine alla tromba d’aria che ha causato danni in città — trova spiegazione nel passaggio di un temporale dotato di una circolazione interna simile a quella di un ciclone: si tratta di una delle configurazioni temporalesche più energetiche e strutturate che l’atmosfera possa generare.
A rendere possibile questo scenario è stato un insieme di condizioni particolarmente favorevoli registrate venerdì pomeriggio. Al suolo, sulla pianura, si trovava aria calda e satura di umidità, mentre in quota soffiavano correnti sostenute provenienti da sud-ovest. Il contrasto tra queste due masse d’aria — la variazione di intensità e direzione del vento con l’altitudine, chiamata wind shear — rappresenta uno degli elementi chiave capaci di far evolvere un temporale comune in un sistema molto più organizzato e pericoloso.
È in questo contesto che nasce la supercella. Diversamente da un temporale ordinario, al suo interno si sviluppa una corrente ascensionale particolarmente intensa, che può iniziare a ruotare su se stessa in modo stabile, dando vita a quello che i meteorologi chiamano mesociclone. Questa rotazione interna consente alla cella temporalesca di restare attiva più a lungo del normale e di accumulare grandi quantità di energia, ponendo le basi per fenomeni di forte intensità.
La supercella transitata sul territorio cremonese ha generato chicchi di grandine di notevoli dimensioni, raffiche di vento particolarmente violente e piogge intense. Gli esperti di meteorologia, fa sapere il Corriere, hanno confermato che si trattava di una supercella, in una giornata che già nelle ore precedenti era stata classificata come a rischio anche per la formazione di trombe d’aria vere e proprie.
Resta ora da chiarire, attraverso analisi più approfondite, se il vortice che si è abbattuto sulla città sia stato un tornado generato dalla rotazione interna della supercella — il cosiddetto tornado mesociclonico — oppure se una parte dei danni sia da attribuire alle violente correnti discendenti note come downburst, che spesso accompagnano questo tipo di formazioni. Per distinguere tra le due ipotesi sarà necessario incrociare i dati radar con la traiettoria seguita dal fenomeno e con la mappatura dei danni riscontrati sul territorio.
Nel mentre il Comune avvisa la cittadinanza che nelle prossime ore sono possibili ulteriori perturbazioni sul nostro territorio. “Si invita la cittadinanza alla massima cautela e prudenza, soprattutto negli spostamenti non necessari” fanno sapere dal Comune.