Data Center Pozzaglio, la minoranza: “Servono atti amministrativi verificabili”
In relazione all’articolo “Data Center, su consumo di suolo punteremo, in caso, a riqualificazione dell’esistente”, riteniamo utile rappresentare il punto di vista del Gruppo consiliare di minoranza Avanti Insieme.
Accogliamo positivamente il fatto che il Sindaco abbia riconosciuto pubblicamente la necessità di acquisire studi, documenti tecnici e garanzie verificabili prima di qualsiasi decisione. Acqua, energia, sicurezza, emissioni, consumo di suolo e impatto territoriale sono esattamente i temi sui quali, da tempo, chiediamo approfondimenti e risposte documentate.
Consideriamo inoltre significativa l’affermazione secondo cui l’eventuale progetto dovrebbe essere valutato prioritariamente nelle aree già destinate a funzioni produttive e, ove possibile, attraverso il recupero e la riqualificazione di aree produttive esistenti. È un principio condivisibile, soprattutto in un territorio agricolo che deve essere tutelato da trasformazioni non adeguatamente motivate.
È tuttavia necessaria una precisazione. Le dichiarazioni riportate nell’articolo costituiscono, allo stato, un orientamento politico; non risultano ancora tradotte in una scelta urbanistica formalizzata, in una prescrizione della VAS o in una condizione vincolante per il proponente.
La variante generale al PGT sottoposta a VAS introduce infatti nell’ambito AT02 la funzione GF 2.4 Data Center o CED. Il PGT non autorizza da solo il singolo impianto, ma crea il quadro urbanistico che potrà renderne possibile la successiva proposta e autorizzazione. Per questo la valutazione delle alternative non può essere rinviata a una fase indefinita o successiva.
Nell’articolo non vengono indicate le aree produttive esistenti o dismesse prese in considerazione, non viene presentato un confronto documentato con l’AT02 e non viene esclusa la trasformazione dell’area attualmente interessata dalla variante. La formula “ove possibile” richiede quindi di essere accompagnata da verifiche pubbliche e misurabili.
Chiediamo pertanto che, prima delle determinazioni sul procedimento, vengano chiariti e resi pubblici:
· la ricognizione delle aree produttive esistenti o dismesse effettivamente disponibili;
· il confronto tecnico, ambientale e territoriale tra l’AT02 e le possibili alternative;
· i dati relativi a consumo di suolo, impermeabilizzazione, acqua, energia, viabilità, rumore e infrastrutture;
· le prescrizioni e le garanzie che l’Amministrazione intende rendere vincolanti;
· i tempi e le modalità con cui cittadini, consiglieri ed enti potranno esaminare la documentazione prima delle decisioni.
Non stiamo chiedendo di assumere una posizione pregiudiziale contro l’innovazione. Chiediamo che una trasformazione di questa portata sia valutata prima, e non dopo, sulla base di dati completi, alternative reali e condizioni capaci di tutelare nel tempo la comunità e il territorio.
Le dichiarazioni del Sindaco rappresentano dunque un’apertura che registriamo con attenzione. Ora è necessario che diventino atti amministrativi verificabili e coerenti con il procedimento in corso. Il confronto pubblico sarà utile soltanto se consentirà ai cittadini di conoscere non solo le intenzioni, ma anche i documenti, i dati e le garanzie su cui verranno assunte le decisioni.
Ringraziamo CremonaOggi per lo spazio dedicato a un tema che riguarda il futuro dell’intero territorio e chiediamo cortesemente di ospitare anche queste nostre considerazioni, nell’interesse di un’informazione completa e di un confronto pubblico trasparente.