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Cardani promuove la Juvi: “Grande attitudine, dobbiamo tirare con fiducia”

Il coach dopo il 59-66 con Brindisi: "Grande prestazione difensiva e buona esecuzione in attacco". Sugli errori al tiro: "Non c'è da correggere, dobbiamo segnare con maggiore continuità". Corvalán verso il rientro, ma resta in dubbio per Pesaro

Marco Cardani in sala stampa al PalaRadi
Fill-1

Il risultato non premia la Ferraroni Juvi Cremona, la prestazione sì. Marco Cardani riparte soprattutto dall’identità mostrata dagli oroamaranto nel 59-66 contro Brindisi, una delle formazioni più attrezzate della Serie A2. Difesa, circolazione della palla e capacità di costruire buoni tiri sono gli aspetti che il tecnico porta con sé dall’esordio, senza nascondere ciò che è mancato nel momento decisivo.

“Segnalo una grande attitudine della squadra, una grande voglia di resistere in difesa contro una corazzata come Brindisi – sottolinea in sala stampa al termine della partita -. Tenerla a 66 punti, con 16 palle perse e quelle percentuali, dopo sei settimane di lavoro fatte anche in maniera incompleta, è estremamente positivo”.

Il dato che inevitabilmente salta agli occhi è invece quello offensivo. La Juvi ha chiuso con 59 punti, tirando 4/28 dalla lunga distanza e 13/25 ai liberi. Cardani, però, distingue gli errori dalla qualità delle scelte: “Perdiamo la partita segnando 59 punti, ma credo che dei tiri da tre tentati almeno 18 fossero ben costruiti e soltanto quattro forse affrettati o forzati. Abbiamo anche sbagliato cinque tiri liberi consecutivi nel clutch, in un momento nel quale potevamo portare la partita dalla nostra parte. Non c’è da correggere, perché non segniamo poco perché non costruiamo o perché perdiamo palloni. Abbiamo tirato dieci liberi più di Brindisi e costruito tiri aperti da tre contro la loro difesa. C’è da tirare con fiducia e fare canestro con maggiore continuità, anche dalla lunetta”.

A confermare la qualità della circolazione ci sono anche i 20 assist distribuiti sui 59 punti segnati: “Se non è un record, è sicuramente un grandissimo sintomo di esecuzione – spiega il coach -, circolazione della palla e altruismo. È quello che vogliamo costruire”. Cardani si sofferma anche su Eric Reed, dal quale si aspetta inevitabilmente qualcosa in più dopo un esordio da 7 punti. “È chiaro che da Eric ci aspettiamo tanto. Stiamo lavorando con lui perché si abitui alla categoria, agli arbitri, ai compagni e agli avversari. Abbiamo bisogno che faccia prestazioni più prolifiche e consistenti”. Nessuna bocciatura, quindi, ma la consapevolezza di un inserimento ancora da completare.

Indicazioni importanti sono arrivate invece da Alexander Cicchetti, miglior realizzatore della Juvi con 13 punti e 9 rimbalzi. “Alex, insieme a Davide Bruttini, è il giocatore della nostra squadra con più esperienza di playoff e di squadre forti. Penso che all’esordio, contro una squadra di questo livello, abbia fatto vedere di poter stare a quel livello. Per noi è sicuramente un riferimento importante“.

Neppure gli errori dalla lunetta nel finale cambiano la valutazione del coach. Cardani preferisce guardare all’atteggiamento che ha permesso alla Juvi di procurarsi quelle opportunità: “Prendere tre rimbalzi offensivi consecutivi e andare in lunetta è sintomo di grandissima attitudine e dedizione. Siamo tutti umani e tutti sbagliamo. La mia reazione in questi casi è sempre la stessa: next play, andiamo avanti”.

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