Cultura e spettacoli

Quando la scienza incontra la musica: gli eventi dell’associazione “Gli Ex dell’Aselli”

Ormai da 22 anni si propone al pubblico con progetti che coniugano il mondo scientifico ai vari aspetti letterari, artistici, sociali e storici della cultura

L'interno del Museo Civico
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Quando la scienza incontra la musica è il nuovo ricco palinsesto che avrà inizio il 23 ottobre 2026 e si concluderà il 6 maggio 2027. Incontri interessanti e accattivanti diffusi in un percorso cittadino. Cremona è città della musica, città di Stradivari, di Ponchielli, di Monteverdi e la sua sensibilità musicale è tangibile ad ogni angolo di strada. Ma cosa unisce la fisica acustica di un violino Stradivari alle sinapsi del nostro cervello? Come dialogano l’intelligenza artificiale e la letteratura quando si parla di note? A queste e molte altre domande risponderà “Quando la scienza incontra la musica”.

È un viaggio interdisciplinare che trasforma la divulgazione scientifica in un’esperienza artistica. Si alternano conferenze di accademici importanti, spettacoli teatrali, laboratori e incontri musicali dal vivo in una mappa tra sale conferenze, sedi universitarie, chiese, teatri, visite guidate sul territorio. Si aggiungono proiezioni suggestive e visite guidate grazie alla collaborazione con istituzioni, associazioni e scuola.

Il cuore del programma: tra conferenze e performance

La rassegna si apre nel segno della sinergia locale con il “Preludio in duo minore”, a cura di Silvano Gregori e Marco Maianti, docenti del Liceo Scientifico Aselli. L’intento di questa prima conferenza è quello di presentare il fenomeno sonoro e musicale attraverso un approccio interattivo con il pubblico. Esplorando le connessioni che legano la musica alla fisica e alla matematica, l’incontro offre una prospettiva interdisciplinare, che funge da introduzione ai successivi incontri previsti all’interno del ciclo.

Con “Macchine che sognano”, spettacolo teatrale per attore, pianista e voce sintetica il pubblico potrà seguire un dialogo innovativo tra significative suggestioni letterarie, tratte da testi di Calvino, Asimov, Levi e altri autori, musica e intelligenza artificiale. Una drammaturgia multimediale che esplora la relazione profonda, complessa e ambigua tra l’essere umano, il linguaggio e la tecnologia. Firmato dall’attore Massimiliano Pegorini e con l’accompagnamento dal vivo del pianista Francesco Lazzari, lo spettacolo vedrà anche una replica dedicata esclusivamente agli studenti del liceo Aselli.

Il legame tra note e mente sarà invece esplorato dalla professoressa Laura Ferreri, neuroscienziata cognitiva, nell’incontro “Cervello in musica: dal piacere, alla memoria e alla componente sociale”. Si tratta di un focus neuroscientifico su come l’ascolto condizioni le nostre emozioni. Perché la musica ci piace? come si lega alla memoria e in che modo il cervello trasforma i suoni in un’esperienza gratificante? Quale la dimensione sociale dell’ascolto e perché condividere la musica può influenzare emozioni e risposte neurali?

La fisica del suono e l’arte liutaria

Non poteva mancare un tributo alla grande tradizione acustica del territorio. Il professor Raffaele Malvermi del Politecnico di Milano guiderà il pubblico in una conferenza-laboratorio nella nuova sede universitaria di Cremona dal titolo “Comprendere il violino attraverso la fisica: caratterizzazione vibrazionale e acustica”. In una panoramica delle ricerche più recenti, eseguite dal gruppo di lavoro del Politecnico sull’influenza di forma e materiale nella vibrazione e suono dei violini, avremo modo di capire come si propagano le onde sonore negli spazi e in particolare come vibrano all’interno dello strumento.

Sarà poi il professor Nicola Prodi, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara, a portare la prospettiva musicale nel campo della architettura con la conferenza “L’acustica nelle sale teatrali storiche: un incontro tra scienza e arte”. Il relatore svelerà i segreti ingegneristici dei teatri del passato e di quelli moderni. L’acustica delle sale teatrali storiche si è infatti sviluppata quando ancora i moderni strumenti di indagine non erano disponibili. Questo processo è stato guidato, come accaduto per secoli agli strumenti musicali, dall’orecchio e dal gusto artistico e non solo da regole di progettazione architettonica.

La musica dal vivo: cori e organi storici

La rassegna darà ampio spazio all’ascolto attivo e alla tradizione corale e strumentale.

“440 Hz per l’armonia del canto” è un incontro nella chiesa di San Bassano a Cremona con il Coro Paulli, diretto dal maestro liutaio Giorgio Scolari, e guidato da Gianfranco Ghilardotti, già dirigente del Liceo Aselli e membro del coro Paulli, e dai docenti Silvano Gregori e Marco Maianti. In analogia ad una orchestra musicale, composta da musicisti che suonano diversi strumenti, a corda, a fiato, a percussione e da un direttore d’orchestra, una corale è composta da 4 gruppi di voci maschili, tenori I, tenori II, baritoni, bassi, e da un direttore del coro. L’armonia della musica e del canto sono il risultato di suoni emessi da strumenti o dalla voce nel rispetto delle leggi della fisica relative al suono.

“L’organo: una selva di suoni” sarà una lezione-concerto alla scoperta di questo strumento, condotta dal Maestro Marco Fracassi, musicista e docente al Conservatorio Francesco Bonporti di Trento. Per disegnare uno strumento bisogna immaginarlo già all’interno della struttura di destinazione. Spesso progettarlo assieme all’architetto della chiesa man mano che il cantiere cresce. Non solo l’aspetto esteriore dell’organo deve inserirsi perfettamente nello stile architettonico di destinazione, ma anche la sonorità finale deve essere studiata appositamente.

Gli eventi collaterali: fotografia e territorio

Ad arricchire il calendario ci saranno due appuntamenti imperdibili fuori dal pentagramma:

1. “Viaggio agli antipodi. Dalla cultura Maori alla Nuova Zelanda del God Save the King” la proiezione fotografica a cura di Brunella e Alberto Taino in un viaggio-reportage dall’altra parte del mondo dove la natura è libera di esprimersi tra vulcani montagne ghiacciai

spiagge infinite e spettacolari scogliere. Un racconto, quasi un concerto di voci nello sfondo blu del Pacifico.

2. Amarcord: museo degli strumenti musicali meccanici di Torricella del Pizzo, visita guidata con il responsabile Eugenio Marchetti a un vero gioiello di ingegneria d’epoca del nostro territorio. Il museo rappresenta uno spazio culturale unico per il territorio curato dal gruppo “Amici della Musica” in collaborazione con l’AMMI (Associazione Musica Meccanica Italiana). Custodisce una straordinaria collezione di congegni e strumenti musicali automatici e meccanici funzionanti che ripercorrono oltre 500 anni di storia, da un progetto di tamburo meccanico di Leonardo da Vinci (1495) fino ai pianoforti a cilindro degli anni ’30. Un’occasione unica per la città rivolta a docenti, studenti, musicofili o semplici curiosi di scoprire come la razionalità della scienza e l’emozione della musica siano, in fondo, due facce della stessa medaglia.

L’auspicio è che le varie proposte, aperte al pubblico e gratuite, siano accolte con entusiasmo e partecipazione nella convinzione che l’unione tra scienza, fisica e musica crei un legame profondo in cui le leggi dell’universo si trasformano in armonia ed emozione.

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