Cronaca

Alberto Corazzi contro la Baldesio: si va verso un accordo tra le parti

I giudici hanno respinto il ricorso presentato dai vertici della canottieri cremonese contro l’ordinanza che lo scorso febbraio aveva "congelato" l'espulsione

Nella foto, Corazzi con il suo legale Ivan Scalvini, associato allo studio Mina di Brescia, e l'avvocato Cantalupo per la Baldesio
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Lo scontro tra gli ex vertici della canottieri Baldesio e Alberto Corazzi, imprenditore e socio storico messo alla porta il 19 giugno del 2025, è tornato davanti al giudice Daniele Moro, che lo scorso febbraio, in sede civile, aveva “congelato” l’espulsione di Corazzi poi confermata dal Tribunale che aveva respinto il reclamo del precedente Consiglio della Baldesio.

“I fatti posti a fondamento delle deliberazioni impugnate”, scriveva Moro, “sono descritti genericamente, ovvero sono inidonei a giustificare l’esclusione del socio”. In seguito alla decisione del magistrato, Corazzi ha potuto rientrare in Baldesio. Oggi si sarebbe dovuti entrare nel merito, ma c’è stato un rinvio al 24 novembre in quanto il giudice ha lasciato spazio per trovare un accordo risarcitorio. “Non cerco soldi“, ha sottolineato Corazzi. “Io l’unica cosa che ho fatto è difendermi“. Da entrambe le parti, soprattutto ora che è cambiato il Consiglio direttivo della Baldesio, ci sarebbe la volontà di chiudere la vicenda.

Corazzi era stato prima sospeso sei mesi, e poi messo alla porta, come aveva sostenuto l’avvocato Andrea Mina, legale dell’imprenditore (oggi ad assisterlo c’era l’avvocato Ivan Scalvini, associato allo studio Mina), “solo perché ha cercato, nel rispetto, ma in esecuzione, dei noti principi di chiarezza, trasparenza e libertà di espressione, di fare luce sulla gestione amministrativa e patrimoniale della Baldesio, incrinando il potere assoluto dell’attuale organo gestorio. Basti pensare che, prima dell’adozione dei provvedimenti di sospensione ed espulsione, a Corazzi era stato negato addirittura il diritto di accesso alla visione della documentazione associativa”.

“Corazzi”, aveva continuato l’avvocato Mina, “agisce spinto dalla volontà di illuminare la fosca e buia atmosfera della Baldesio. Non essendo riuscito il tentativo di impedirgli di fare chiarezza nell’attività gestoria, la controparte ha ben pensato, come notoriamente avviene nei regimi antidemocratici, di annientare l’avversario prima con la sospensione e poi con l’esclusione. Provvedimenti viziati, come già detto, da infondatezza e da eccesso di potere per sviamento”.

“Negli ultimi due anni”, aveva già spiegato da parte sua Corazzi, “ho subito una sequela di azioni legali e disciplinari, tutte pagate con i soldi dei soci. Il giudice Moro ha riconosciuto il mio diritto ad accedere agli atti contabili e amministrativi della Baldesio, diritto che il Consiglio mi aveva negato, ordinando l’accesso alla documentazione e riaffermando il principio di trasparenza verso i soci”.

Il nuovo direttivo della Baldesio è rappresentato dall’avvocato Isabella Cantalupo.

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