Un racconto di Rosaria De Caro
Qualcosa di non detto
Un racconto di Rosaria De Caro
Era una bellissima giornata, perfetta per una gita domenicale. Gisèle si stava preparando, aveva deciso con Pierre di trascorrere qualche ora in totale relax. «Vedrai» aveva detto Pierre «il Greenway del Lago di Como è spettacolare, ti piacerà».
Pierre era andato a fare il pieno mentre Gisèle si stava preparando. Nell’attesa dell’arrivo di Pierre, Gisèle ricevette una telefonata da numero privato; in genere non rispondeva agli anonimi, odiava le telefonate che la inchiodavano con proposte commerciali non richieste e aggressive. A quella telefonata però aveva risposto, come se avesse percepito che questa volta non si sarebbe trattato di un presunto spammer.
«Pronto, mi dica».
«Ciao Gisèle» disse una voce maschile «come stai? Spero di non disturbarti e ti prego di non riattaccare» ma lei aveva riconosciuto la voce e non aveva saputo fare altro che chiudere in malo modo.
Era Luuk, era da tantissimo tempo che non lo sentiva. Il cuore cominciò a batterle fortissimo, non sapeva se fosse sconvolta o se provasse disappunto per una telefonata che sperava non arrivasse mai.
Il tempo del covid per Gisèle era stato provvidenziale; era riuscita a far luce e spazio nel suo cuore e aveva capito che quello che aveva fatto era stato un errore, ma quella telefonata di pochi secondi l’aveva sconvolta.
«E se Luuk richiama mentre sono in auto con Pierre cosa faccio? Non rispondo, dico che si tratta del solito spammer». No, doveva trovare il coraggio di dire la verità; l’aveva nascosta a Pierre per troppo tempo.
Lo aveva conosciuto durante un convegno, era molto più grande di lei, aveva bei modi, sembrava sapesse cosa fare in ogni momento. Era sposato con figli, ma ciò non gli impediva di intrecciare altre relazioni. All’inizio Gisèle non ci aveva dato peso ma poi aveva capito che non era quello che voleva, aveva provato sentimenti importanti, aveva addirittura pensato di poter vivere con lui, ma non come amante.
E così glielo aveva detto più volte e anche scritto con parole molto dure; il sentimento di amore sembrava fosse diventato un’ossessione per lui. Però era passato tanto tempo dall’ultima volta che lo aveva sentito e per questo pensava, o meglio sperava, che Luuk avesse capito e avesse deciso di lasciarla andare.
Non poteva continuare a mentire a sé stessa e a nasconderlo a Pierre. Quella sarebbe stata la domenica della verità.
Proprio in quel momento era arrivato Pierre, in ritardo come sempre; Gisèle non aveva aperto bocca, non gli aveva detto, come ripeteva in genere: «Non posso aspettarti tutta la vita».
Pierre le chiese: «Ehi Gise, va tutto bene? Mi assento un attimo e ti ritrovo sconvolta. Cosa è successo? Ho lasciato fuori posto le calze?», stava dicendo quando Gisèle gli disse: «Devo dirti una cosa molto importante che ci riguarda e che spero non cambierà il nostro futuro».
