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Asili comunali, assemblea: 'Aumenti brutali, bloccarli si può' Emendamento Pd-Quinzani: fondi da indennità assessori e Ponchielli

evid scuole rette

Rivedere la decisione sulle tariffe per le scuole comunali, perché è possibile e perché quella della Giunta è solo una scelta politica, e brutale. E’ il messaggio lanciato a gran voce (e rivolto all’Amministrazione Perri) dall’assemblea pubblica organizzata da Cgil, Cisl, Uil e Rete Donne contro l’introduzione delle rette per le scuole per l’infanzia e gli aumenti previsti per gli asili nido. Gremita, nella serata di giovedì, la Sala Grossi del Centro pastorale di via S. Antonio nel fuoco per l’occasione (presenti molti genitori e alcuni esponenti politici).

EMENDAMENTO PD-QUINZANI

Occasione nella quale Maura Ruggeri, capogruppo del Pd in Consiglio, ha annunciato pubblicamente un emendamento al bilancio di previsione del Comune, firmato dal Partito democratico e da Ferdinando Quinzani (Cremona per la libertà), per congelare il caro-tariffe: coprire la spesa dell’operazione per il 2013-2014 (250mila euro) diminuendo di 100mila euro il budget  per il Ponchielli nel 2013, di 50mila nel 2014 e togliendo 100mila euro nel 2014 dal fondo indennità degli assessori. Così la Ruggeri ha descritto l’iniziativa: “E’ una piccola cosa, parziale. Un bilancio di questo genere purtroppo non si cambia radicalmente a suon di emendamenti. Ma è comunque una provocazione, un aiuto. Chiediamo di non applicare le tariffe e di avviare un percorso con il coinvolgimento dei genitori, che improvvisamente, dopo essersi attivati per l’iscrizione, si trovano a dover pagare queste cifre. Per il Ponchielli, per il quale il Comune contribuisce con 750mila euro, è un sacrificio temporaneo. E’ una provocazione togliere soldi alla cultura, ma in questo caso si tratta di una fondazione, può avere supporto da privati. Quanto all’indennità degli assessori, la nuova Giunta che arriverà nel 2014 può diminuire le spese contenendo il numero dei componenti. E’ sostenibile dal punto di vista tecnico. Porteremo l’emendamento lunedì in Consiglio”.

SINDACATI: “ALTERNATIVA A QUESTI AUMENTI BRUTALI E’ POSSIBILE”

In avvio di serata hanno perso la parola Donata Bertoletti a nome dei sindacati ed Emanuela Ghinaglia di Rete Donne.

“Chiediamo il ritiro di questa manovra. La giudichiamo non applicabile – ha detto fra le altre cose la Bertoletti nel corso del suo intervento – e riteniamo che si potesse fare altro. Si poteva evitare. Noi avevamo fatto delle proposte, a gennaio avevano un senso, oggi a luglio mi rendo conto che hanno un significato diverso. Ma altro si può fare, da subito. Sappiamo che, dopo ultime disposizioni, da Governo e Regione arriveranno risorse sul fondo sociale, che daranno la possibilità di non agire in modo così brutale e forniranno il tempo necessario per costruire un intervento equo, che mantenga servizi di eccellenza e di qualità alla portata di tutti. In questo periodo le famiglie sono sempre più in difficoltà”.

“L’Amministrazione nei mesi scorsi non ci ha informato puntualmente su quello che voleva fare – ha aggiunto -. E poi ha dichiarato un fondo sociale da 120mila euro. Dissentiamo fortemente: c’è una visione alternativa della società. Chi non è nella fascia di reddito sufficiente per le rette deve andare ai servizi sociali: questa visione del reddito basso come caso sociale è inaccettabile. La società non è fatta di ricchi e di poveri. E’ articolata. Il rimedio è la progressività nei pagamenti, in base al reddito. Non bisogna mortificare le persone per loro stipendio. Il fondo sociale ha un impronta culturale non accettabile. E metà dei 120mila euro è già impegnata in casi sociali, cos’altro si può fare con rette da 300 euro in avanti. Respingiamo tutto questo e chiediamo di ridiscutere la questione. Ci vuole volontà politica”.

LA TABELLA DEGLI AUMENTI DISTRIBUITA DURANTE L’ASSEMBLEA

GENITORI “PRONTI ALLE VIE LEGALI”

Ghinaglia di Rete Donne-Se non ora quando? ha evidenziato le oltre seicento adesioni raccolte nella petizione on line e il numero elevato di realtà che hanno deciso di appoggiare la richiesta per un blocco del caro-tariffe, dall’Anpi a Federconsumatori, dal Forum Terzo Settore ad Acli Cremona, dal Pd a Rifondazione, da Sel a Movimento 5 Stelle e Idv, per citarne solo alcune. “Qui – ha detto – si parla del diritto dei bambini all’educazione”.

Hanno poi preso la parola alcuni dei presenti in sala. Fra loro come – come già detto – la Ruggeri,. Ma anche una mamma, in rappresentanza dei genitori che si sono subito attivati contro i provvedimenti dell’Amministrazione sulle scuole comunali: “Siamo pronti ad agire anche per vie legali – ha sottolineato -. Non ci fermiamo. E andiamo avanti con la raccolta firme”.

Intanto è stato fissato per le ore 17 di lunedì il presidio di protesta, in occasione del Consiglio comunale, contro le rette, organizzato dalle famiglie. “Difendiamo i servizi per l’infanzia. La nostra Amministrazione puà ancora rivedere le scelte sulle scuole comunali per il bene dei bambini, per la tutela della famiglia”. Questo è quello che si legge sul volantino che sta circolando in queste ore per lanciare l’iniziativa. L’appuntamento, come accennato, è stato fissato per le 17, in piazza del Comune, e ci saranno anche giochi e animazioni per bambini.

IL VOLANTINO DELLA PROTESTA DEI GENITORI

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