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Sparita la Ferrari del designer Colani, la denuncia a Cremona

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Colani e la sua Ferrari

E’ un vero e proprio giallo, quello che ruota attorno ad una preziosissima Ferrari di proprietà del famoso designer tedesco Luigi Colani, scomparsa da Pero, in provincia di Milano, nel magazzino dove era custodita.
Una denuncia contro ignoti è stata sporta a Cremona dall’avvocato Enrico Forghieri per conto della ditta “Colani Design Corporation srl” relativa alla sparizione dell’unico esemplare esistente di una Ferrari modello Testa d’Oro, un prototipo non assicurato e del valore di 1.700.000 euro. Tutti i ‘gioielli’ di Colani, un patrimonio vastissimo di più di 6.000 opere, erano custoditi in capannoni di via Enrico Fermi a Pero di proprietà dell’associazione “Il Futuro è in Italia”, che gestisce il patrimonio di Colani, mentre l’auto era parcheggiata  in un altro capannone poco distante, un magazzino appartenente ad un’azienda di trasporti alla quale l’associazione pagava l’affitto.

Dell’associazione “Il Futuro è in Italia”, Roberto Guerini, amministratore delegato della ‘Luigi Colani’, è il presidente. Oggi lo abbiamo incontrato nello studio dell’avvocato Forghieri. E’ stato proprio lui a portare in Italia Colani per fare una mostra. “Tutto il patrimonio”, ha spiegato Guerini, “era arrivato in Italia per essere esposto in una mostra permanente a Milano, ma il progetto dell’esposizione non è riuscito a vedere la luce a causa di avvicendamenti nella giunta di Milano e quindi ci siamo trovati a dover gestire tutto con risorse dell’associazione”. “‘Il Futuro è in Italia’, associazione nata nel 2008”, ha spiegato il suo presidente, “si propone di portare elementi pensanti in Italia, quando invece molti fuggono all’estero. Colani, invece di portare il suo patrimonio in Cina, ha scelto Milano. Noi in Italia non ci ricordiamo più di essere il numero uno, ci si sta perdendo in un bicchiere d’acqua”.

Roberto Guerini

Tornando al furto, sono quindi i carabinieri di Cremona che dovranno indagare sulla misteriosa sparizione della macchina che nel 1989 ha fatto il record di velocità nella sua categoria, toccando i 351 chilometri. Non si sa quando la vettura sia stata effettivamente portata via. Della sua sparizione ci si è accorti il 20 giugno scorso. Il 3 luglio successivo l’auto è riapparsa misteriosamente nell’autosalone ‘Purosangue’ di Maranello. A far sapere a Guerini che la Ferrari si trovava in mostra a Maranello è stato un giornalista australiano che l’aveva chiamato per un’intervista. Guerini è trasecolato, ed è volato a Maranello a chiedere spiegazioni. “Il direttore del museo mi ha detto che al termine della mostra l’auto sarebbe stata messa in un deposito della Ferrari e che poi avrebbe provveduto a contattare la società Colani per restituirla”. Successivamente si è scoperto su Internet che sul sito della concessionaria ‘Purosangue’ la Ferrari era stata messa in vendita. L’avvocato Forghieri, insieme al collega Alberto Boni di Modena si è immediatamente recato all’autosalone, ma nel frattempo la macchina era stata ripresa da chi l’aveva portata. Attualmente dell’auto non si sa più nulla.

“Niente di Colani è in vendita”, ha chiarito Guerini, “perché si tratta del patrimonio dell’ultimo grande maestro del ventesimo secolo. E se anche ipoteticamente l’auto fosse stata venduta, non avremmo fatto sicuramente passare inosservata la cosa, anzi, l’avremmo trattata con un grande evento e tutti sarebbero stati informati”.

Ma chi è Luigi Colani ?

Luigi Colani, 87 anni, tedesco di origini italo svizzere, è più di un semplice industrial manager: è uno scienziato della forma, un artista delle scienze reali, descritto come “il moderno Leonardo e uomo universale”. Si iscrive nel 1946 al corso di scultura e pittura all’Accademia di Belle Arti della capitale tedesca. Successivamente compie studi di ingegneria aerodinamica alla Sorbona di Parigi, scoprendo l’interesse verso le forme della natura (pesci, uccelli, alberi e ogni altra creatura vivente), che applica al linguaggio dalle linee tondeggianti e spesso esasperate delle proprie opere artistiche e ingegneristiche. È così che nasce il BioDesign: l’interpretazione umana delle forme che la natura ha sviluppato in milioni di anni.
Colani, come “Filosofo 3D e Science Reality Artist”, ha dato vita in 60 anni di carriera a più di 6.000 opere. Il suo nome è legato a progetti e sfide che hanno cambiato il modo di interpretare il design: dalla ricerca per Christian Dior di una collezione di scarpe dal tacco innovativo, allo studio ergonomico dell’impugnatura della fotocamera Canon T90 (oggi applicato a quasi tutte le macchine fotografiche); dal record di velocità a basso consumo (solo uno dei 36 “record” detenuti da Colani) stabilito dalla sua Ferrari Testa d’Oro che ha raggiunto i 351 km/h nel 1989, agli spazzolini da denti, ai pianoforti amati da personaggi come Prince e Lenny Kravitz, agli altoparlanti, passando per le navicelle spaziali della Nasa.

Colani e la sua Ferrari

Sara Pizzorni

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