Commenta

Capitale della liuteriaMa la tradizionenon basta più

violinoggi
Basta il nome “Cremona Oggi” per chiarire l’area d’interesse della testata. Ed uno sguardo laico, attento alla contemporaneità ed alla dimensione locale, può essere interessante anche per il mondo della liuteria. Accantonate, anche solo per un attimo, per prova epistemologica o esercizio retorico, le glorie di Amati, Stradivari e Guarneri, la città sa ancora imporsi come capitale del violino? Basta una grande tradizione per perpetuare un primato?
No, non è sufficiente. L’eccellenza cremonese si riafferma quotidianamente soprattutto grazie alle quasi 200 botteghe attive in città o nelle immediate vicinanze. Dietro alla consistenza numerica, infatti, si può scorgere un dato culturale unico, irripetibile che avvicina l’oggi al Settecento. Il segreto dei grandi liutai non è – o non è solo – da cercare in condizioni climatiche o in qualche strana alchimia. Con gradi di perfezione differenti, ma anche seguendo percorsi assolutamente autonomi, molti costruttori attivi a Cremona tra Sei e Settecento raggiunsero risultati di assoluto valore. In meno di un secolo furono attivi Nicolò Amati, i Guarneri, Stradivari e i suoi figli; Bergonzi, Rogeri. È l’“Olimpo della liuteria” celebrato nel 2008 con una grande mostra al Museo Civico.
Oggi come allora, dal confronto germina la crescita, s’affermano sperimentazione e competizione, matura l’eccellenza. Ed è proprio l’abilità, il “saper fare”, la capacità di proporre soluzioni tecniche e stilistiche nuove ad attrarre in città gli acquirenti internazionali o i grandi musicisti che affidano a mani sapienti i loro strumenti. Cremona dunque è la “città del violino” non solo per una tradizione imponente o per le grandi collezioni pubbliche, ma soprattutto perché tra gli artigiani di oggi si realizza una osmosi quotidiana, come un puzzle di complessità crescente. Ogni tessera sembra destinata a moltiplicarsi e a formare legami con altri elementi. E questo reciproco trasfondersi di esperienze avviene a Cremona con una densità di presenze e rapporti impensabile altrove.
Ugualmente sul Territorio operano altre realtà consolidate, strategiche nel ruolo della formazione e della affermazione dei nuovi artigiani: Scuola di liuteria – anche se oggi si chiama in maniera molto più anonima Istituto d’Istruzione Superiore Antonio Stradivari – Consorzio, Fondazione Stradivari – La Triennale, Fondazione Stauffer. Ciascuno per la propria parte, con ruoli e competenze ovviamente differenti, rappresentano un volano di crescita per tutto il settore.
Ogni azione a favore della liuteria non può dunque prescindere – accanto alla valorizzazione del patrimonio storico – dalla tutela e dalla promozione delle botteghe e dal sostegno a queste realtà “vive”, quotidianamente impegnate a collegare Cremona con il Mondo ed il Mondo con Cremona. Come si conviene ad una capitale, del violino ovviamente!
Gianni Lazzari

© Riproduzione riservata
Commenti