Un commento

CalcioscommessePaoloni denunciaminacciato con la pistola

011

La seconda settimana dell’inchiesta sulla nuova calciopoli si conclude con la concessione degli arresti domiciliari a Marco Paoloni. L’ex portiere grigiorosso è l’ultimo dei personaggi al centro dell’operazione Last bet ad abbandonare, dopo 17 giorni di detenzione, il carcere di Cà del Ferro. Un’inchiesta, quella sul calcioscommesse e i suoi presunti tarocchi, che deflagra all’inizio di giugno quando, su mandato della Procura della Repubblica di Cremona, i poliziotti della squadra mobile arrestano 16 persone. Ventotto sono invece gli indagati. Fra i coinvolti alcuni calciatori in attività, è il caso di Paoloni, diversi ex (su tutti Beppe Signori), dirigenti di società sportive, bookmakers, medici. Per l’accusa avrebbero dato vita ad una rete capace di condizionare e aggiustare il risultato di una serie di incontri di calcio al fine di ottenerne un beneficio economico attraverso le scommesse. Nel mirino degli inquirenti ci sono almeno 18 gare, che diventano oltre 30 alla luce delle affermazioni rese negli interrogatori di garanzia da alcuni degli indagati. Si tratta di eventi sportivi legati in prevalenza al torneo di Prima Divisione, con sconfinamenti nei campionati di serie B e A. Se per il mondo del pallone si tratta dell’ennesimo scandalo, per Cremona il risveglio è più amaro. Tutto comincia qui, con l’esposto presentato alla Procura dal direttore generale Sandro Turotti sul presunto tentativo di avvelenamento ai danni di alcuni grigiorossi e di un membro dello staff avvenuto il 14 novembre 2010 in occasione della partita Cremonese-Paganese. Tentativo confermato dall’esito dei test clinici cui vennero sottoposte le vittime. Gli uomini della Mobile, coordinati dal pm Roberto di Martino, intercettano centinaia di telefonate e nel tentativo di smascherare l’autore, o gli autori, del tentato drogaggio mettono le mani su un esteso giro di scommesse. A distanza di un paio di settimane dall’ondata di arresti e portati a termine gli interrogatori condotti dal Gip Guido Salvini, i magistrati ribadiscono la validità dell’impianto accusatorio attorno al quale ruota Last bet. Non mancano però i punti da chiarire. Fra questi proprio quello legato all’autore materiale del tentativo di avvelenamento avvenuto nello spogliatoio della Cremonese attraverso la somministrazione di un sonnifero. Intercettazioni e riscontri acquisiti dai poliziotti indicherebbero in Paoloni l’uomo che versò una confezione di Minias nelle bottiglie d’acqua e nel tè a disposizione dei giocatori della Cremonese. Il portiere, scommettitore con qualche debito di gioco di troppo, nega invece con fermezza ogni addebito e nell’interrogatorio del 10 giugno racconta ai magistrati di minacce (anche attraverso l’esibizione di una pistola) e ricatti subiti. Ma se non è stato Paoloni a somministrare il Minias ai compagni, chi può averlo fatto? Nelle ultime c’è chi ha ipotizzato la presenza di un complice all’interno dello spogliatoio. La vicenda resta controversa e Luca Curatti, legale dell’estremo difensore, preannuncia di voler fare chiarezza nel corso di una conferenza stampa. Intanto la Federcalcio, travolta dallo scandalo, lavora all’inasprimento delle pene da comminare ai tesserati coinvolti in indagini legate al calcio scommesse. Sull’argomento è forte il pressing attuato dal presidente dell’Uefa Michel Platini.

Foto di Francesco Sessa (fotofrancescosessa.xoom.it)

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • ramona rossi

    Ma che prodotto! Gran classe!