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Collegio sindacale Padania Acque, Romagnoli nuovo presidente: passa la linea del rinnovamento

Nell'occasione è stato anche approvato all'unanimità il bilancio di esercizio 2025, con un utile netto di 9,8 milioni di euro, interamente destinato alla realizzazione di nuovi investimenti nel ciclo idrico

L'ingresso della sede di Padania Acque

L’Assemblea dei Soci di Padania Acque, in seduta ordinaria, ha provveduto alla nomina dei membri del Collegio Sindacale per il triennio 2026-2027-2028.

L’organo di controllo risulta ora composto dai sindaci effettivi Matteo Romagnoli (Presidente), Andrea Bignami, Flora Costa e dai sindaci supplenti Maurizio Carlo Pini e Stefania Serina.

Dopo le recenti tensioni, ha trovato conferma l’orientamento al rinnovamento. La convergenza di forze trasversali ha infatti decretato il successo della lista che designa Matteo Romagnoli alla guida del collegio sindacale, che ha ottenuto il 59,75% dei voti. Espressione della lista anche Costa. Solo il 38,08%, invece, per la lista uno, che ha schierato Bignami.

Nell’occasione è stato anche approvato all’unanimità il bilancio di esercizio 2025. Un utile netto di 9,8 milioni di euro, interamente destinato alla realizzazione di nuovi investimenti nel ciclo idrico; un Margine Operativo Lordo pari a 42 milioni di euro – in crescita del 38% rispetto al 2024 – e 22,5 milioni di euro di investimenti messi a terra, contro i 13 dell’anno precedente. Sono i numeri principali che delineano i risultati soddisfacenti conseguiti da Padania Acque S.p.A., contenuti nel Bilancio di esercizio 2025 approvato all’unanimità dal 94,20% del capitale sociale presente nel corso dell’Assemblea dei Soci svoltasi in serata presso gli spazi della Fiera di Cremona.

“Gli obiettivi di questo Consiglio di Amministrazione, in piena osservanza delle raccomandazioni ricevute dai Soci, sono stati perseguiti grazie all’impegno sinergico di amministratori e dipendenti, ponendo sempre al centro della nostra azione la sostenibilità ambientale, la qualità e la conservazione della risorsa idrica», ha dichiarato il Presidente Cristian Chizzoli nella sua relazione agli azionisti. «Nel corso del 2025 è proseguito con determinazione il processo di riassetto della struttura organizzativa. Un’operazione strategica volta non solo ad adeguare l’organico ai nostri sfidanti obiettivi di sviluppo, ma anche ad allineare i processi aziendali agli elevati standard di qualità definiti dall’Autorità nazionale ARERA, a garanzia di un servizio sempre più efficiente per i cittadini”.

L’Amministratore Delegato Alessandro Lanfranchi ha quindi focalizzato l’attenzione sulla spinta industriale dell’azienda: “Il 2025 ha sancito il definitivo consolidamento del percorso di digitalizzazione e di efficientamento dei processi aziendali. In questo contesto, la nostra struttura tecnica ha profuso il massimo sforzo nella realizzazione del maxiprogetto E.A.S.I. (Efficientamento Reti Acquedottistiche tramite Sistema Integrato). Un piano fondamentale per la distrettualizzazione e la riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione, che ha beneficiato di oltre 23 milioni di euro di finanziamento nell’ambito del PNRR, di cui ben 19 milioni a fondo perduto. Si tratta di risorse decisive che testimoniano la nostra capacità di intercettare finanziamenti straordinari, finalizzati a modernizzare l’infrastruttura idrica del territorio con una visione strategica a lungo termine”.

Il Direttore Generale Stefano Ottolini ha infine illustrato il dettaglio delle performance gestionali e i dati operativi dell’esercizio, evidenziando il costante progresso nello sviluppo industriale e finanziario del Gestore unico dell’idrico cremonese: “Il valore della produzione ha raggiunto gli 82,7 milioni di euro, con un valore aggiunto generato di 54,5 milioni, in aumento del 31% rispetto al 2024. Parallelamente, il patrimonio netto è salito a 92,6 milioni di euro (+14%) e l’indebitamento netto è sceso da 130,3 milioni di euro a 113,1 (-13%), a testimonianza di una solidità patrimoniale che incrementa la nostra capacità di finanziamento per i futuri investimenti. La complessità e la capillarità della nostra attività sul territorio, che conta sul lavoro di 214 addetti per servire 160.433 utenti attivi nell’acquedotto, trovano riscontro nei volumi gestiti: a fronte di circa 34,8 milioni di metri cubi di acqua immessi in rete, i volumi fatturati per l’acquedotto si attestano a circa 25,7 milioni di metri cubi, con un indice di perdite idriche ridotto al 22,93%. Sul fronte della depurazione e della fognatura, i volumi trattati sono stati pari a circa 51,1 milioni di metri cubi, con una quota fatturata (comprensiva degli scarichi industriali) di circa 29,5 milioni di metri cubi per la fognatura e di 29,2 milioni per la depurazione. Indicatori, questi, che confermano l’ottimale tenuta operativa degli impianti e delle reti”.

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