Cronaca

Maltrattamenti: incarcerato ingiustamente per sette mesi. La difesa chiederà i danni

Dopo l'assoluzione, i giudici hanno disposto l'immediata scarcerazione dell'imputato. "In carcere è stato picchiato e accoltellato. La sua compagna lo aspetta a casa"

Il carcere di Cremona
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Ha trascorso ingiustamente in carcere sette mesi, ed ora il suo legale, l’avvocato Elisa Savoia, ha annunciato che chiederà il risarcimento danni per ingiusta detenzione. Dario, 43 anni, era finito a processo per aver maltrattato la compagna, ma oggi i giudici lo hanno assolto, ordinandone l’immediata scarcerazione.

“In carcere, il mio cliente ha contratto una malattia della pelle, è stato picchiato ed è stato anche accoltellato dal suo vicino di cella“, ha raccontato il suo legale. Per l’imputato, il pm Giannangelo Maria Fagnani aveva chiesto la condanna per i maltrattamenti, ma l’avvocato Savoia ha replicato, sostenendo che mancasse sia l’elemento oggettivo che soggettivo del reato. La presunta vittima, la compagna di Dario, non ha mai sporto denuncia. “Non si è mai sentita oppressa o prevaricata dal punto di vista morale”, ha sottolineato il legale della difesa, che per il suo cliente ha incassato l’assoluzione.

Nella coppia ogni tanto scoppiava qualche litigio. Il 21 settembre del 2025, durante un’accesa discussione, lui l’aveva colpita con uno schiaffo. Era stata la prima e unica volta in cui Dario alzava le mani sulla compagna. In quell’occasione erano intervenuti i carabinieri che avevano portato la donna al pronto soccorso. “Lei non ci voleva andare”, ha detto il legale. In ospedale le avevano diagnosticato sei giorni di prognosi.

Da lì, secondo la difesa dell’imputato, era partita un’indagine che si era avvalsa esclusivamente sulle testimonianze dei vicini di casa, che avevano segnalato urla e rumori. Nell’ottobre del 2025, senza che la donna sporgesse denuncia, era scattato l’arresto per il rischio di reiterazione del reato. “Per due mesi lei non ha potuto vederlo“, ha spiegato l’avvocato, che si era vista respingere tutte le istanze.

Il legale non aveva neppure potuto chiedere i domiciliari, in quando Dario non aveva un altro posto dove andare a vivere. “I maltrattamenti non ci sono mai stati“, ha aggiunto l’avvocato. “Tutto, a livello di prove, è stato ricondotto ad un unico episodio, quello del settembre 2025″.

Lei gli è sempre stata vicina e ora lo aspetta a casa“, ha concluso l’avvocato, che oggi, dopo la sentenza, ha comunicato telefonicamente alla compagna di Dario la sua scarcerazione.

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