Cronaca

Botte alla moglie incinta, l’appello ai giudici: “Fatelo curare, ma deve starmi lontano”

Lo ha chiesto in aula la moglie dell'imputato, una giovane donna serba maltrattata dall'imputato anche quando era incinta. Nei confronti dell'uomo è stata disposta una perizia psichiatrica

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Ora vivo in pace, sono felice con i miei bambini. Sono tirata economicamente, ma sono serena“. Lo ha detto in aula una 36enne serba, madre di tre figli, che oggi ha testimoniato al processo contro il marito, 41 anni, accusato di maltrattamenti. Dal 2025 la coppia ha in corso la separazione in Serbia. “Lui ha una schizofrenia bipolare“, ha spiegato la donna, che ha lanciato un appello ai giudici: “Fatelo curare, ma deve stare lontano da me“.

L’uomo era in cura al Centro psico sociale da quando aveva tentato il suicidio tagliandosi le vene, ma poi, a detta della moglie, ha smesso le cure. “Pensavo di fare la dottoressa, di curarlo, ma non è stato così”, ha raccontato la 36enne, che dal marito violento era stata colpita al volto, rimediando una frattura al naso. “Tu sei mia“, le diceva lui, che l’aveva picchiata anche quando lei era incinta e alla presenza dei loro figli minori.

Per l’imputato, il collegio ha disposto una perizia psichiatrica. L’incarico sarà affidato il prossimo 17 giugno allo psichiatra Franco Spinogatti. Il 41enne è assistito dall’avvocato Maria Laura Quaini.

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