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Il documento del comitato anti Strada Sud«Via del Sale e via Giordanosaranno accerchiate dal traffico»

La Giunta Comunale di Cremona in data 1 giugno 2011 ha approvato il progetto preliminare della cosiddetta “Strada Sud”, un’infrastruttura considerata necessaria per risolvere l’annoso problema del traffico di Via del Giordano. Il costo previsto dell’opera è pari a 14.923.811,62 €; una somma ragguardevole, equivalente a circa 500 € per ogni famiglia cremonese. A questa cifra si aggiungeranno i costi di manutenzione (l’asfaltatura, il taglio dell’erba, l’espurgo dei fossi  di colo, l’illuminazione pubblica, la segnaletica orizzontale e verticale, ecc.). In un periodo di crisi economica come quello attuale si impone una maggiore attenzione in fase di valutazione degli investimenti anche da parte degli Enti Locali. Se ne deduce quindi che l’Amministrazione Comunale considera indispensabile la realizzazione della Strada Sud. E’ davvero così?

In primo luogo bisogna osservare che qualsiasi ipotesi di nuova infrastruttura dovrebbe basarsi su un approfondito studio della mobilità: in particolare, per quanto riguarda la Strada Sud, si dovrebbero acquisire dei dati non solo sul numero di veicoli attualmente transitanti in Via del Giordano (sicuramente troppo elevato), ma anche sulla loro provenienza e destinazione. Solo una parte di questi infatti proviene dal Piacentino o dalla zona delle Canottieri e delle Colonie Padane per dirigersi verso l’Ospedale. Una buona fetta del traffico che attanaglia Via del Giordano è di origine locale e proviene dalle vie laterali, oppure è diretta verso queste stesse strade (Via Belvedere, Largo Giacomo Pagliari, Porta Mosa, Via Genala, Via Novati), utilizzate come vie d’accesso per il centro della città o per altri quartieri cittadini. Questa porzione di traffico certamente non usufruirebbe della nuova infrastruttura. La Strada Sud rischia viceversa di diventare un collegamento tra strade di interesse sovracomunale interessate da notevoli flussi di traffico, mettendo in comunicazione la SP588R per Piacenza con la Strada Provinciale Bassa di Casalmaggiore e la Via Giuseppina (dalla quale è facilmente raggiungibile anche la Via Mantova).

Viceversa potrebbero crearsi delle problematiche in Via del Sale, dove verrebbe incanalato il traffico diretto verso la nuova infrastruttura, il cui svincolo di accesso sorgerebbe in posizione molto delicata. Si vuole realizzare infatti una rotatoria in corrispondenza di Via Navaroli, in prossimità di un asilo nido; una soluzione che avrebbe effetti negativi sulla sicurezza degli utenti di questa struttura e del vicino parco di Via dei Classici, oltre a generare un aumento dell’inquinamento acustico ed atmosferico. Bisogna poi tenere conto che per la realizzazione dell’accesso alla Strada Sud si sacrificherebbero delle aree attualmente destinate a parcheggio in una zona residenziale caratterizzata dalla presenza di condomini plurifamiliari e si renderebbe difficoltoso l’accesso alle proprietà situate in prossimità della futura rotatoria. A ciò si aggiunge anche il prevedibile aumento del carico di traffico lungo le vie d’accesso alla nuova infrastruttura (Via del Sale, Via Portinari del  Po, Via Navaroli, Via Bosco, Via Diritta, Via San Rocco).

Se l’intento dichiarato è quello di alleggerire Via del Giordano bisogna evidenziare che ogni nuova strada genera un aumento dei flussi di traffico, in quanto viene incentivata la mobilità su gomma anziché l’utilizzo di modalità di trasporto alternative. La zona a sud di Via del Giordano si troverebbe quindi accerchiata dal traffico, che seguirebbe non più solamente il percorso attuale ma anche quello della nuova infrastruttura, la quale scorrerebbe ad un centinaio di metri dalle case di Via del Giordano, Via degli Argini, Via Argine Panizza. Inoltre la presenza dell’inceneritore di S.Rocco in prossimità del tracciato della Strada Sud fa temere che questa possa essere interessata dal transito di mezzi pesanti. Un incremento del traffico su gomma in una città come Cremona, attanagliata da anni dal drammatico problema dell’inquinamento atmosferico, sarebbe deleterio per la qualità della vita e per la salute dei residenti. La storia insegna poi che la realizzazione di una nuova infrastruttura stradale crea i presupposti per nuove urbanizzazioni; con una semplice variante al PGT i terreni situati tra le residenze delle strade già citate e la Strada Sud potrebbero diventare nuove aree di espansione urbanistica, generando così ulteriore consumo di suolo oltre a quello della strada stessa.

Oltre al costo economico della progettata infrastruttura bisogna poi tenere conto di quello non direttamente monetizzabile, ma che avrà ripercussioni pesanti sulla qualità della vita dei cremonesi; il costo ambientale. Seguendo un’idea – quella di “circonvallazione” – da tempo abbandonata dall’urbanistica a favore di quella più moderna di “tangenziale”, si stringerebbe la città di Cremona in una morsa di strade, privandola dell’ultima zona in cui il tessuto urbano “dialoga” con il paesaggio agricolo e fluviale. La zona a sud-est di Cremona conserva ancora dei valori ambientali molto elevati, che non a caso si sono voluti tutelare attraverso l’istituzione del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) del Po e del Morbasco; da questa parte della campagna si gode di visuali suggestive verso la città, dominata dal Torrazzo e dalla Cattedrale, e verso la campagna, modellata nel corso dei secoli dall’andamento del Po e dei suoi affluenti. Anziché dare nuovo impulso al PLIS si intende spezzare definitivamente il legame storico tra la città ed il Grande Fiume. Le perplessità nei confronti di questa operazione non sono quindi solamente quelle legittime di chi si troverebbe la nuova infrastruttura sotto casa, o di chi vedrebbe il proprio fondo tagliato in due da una striscia d’asfalto, ma anche quelle di migliaia di cremonesi che nel loro tempo libero vengono in questa zona a pedalare, a correre, a passeggiare, o semplicemente a godersi l’ambiente naturale e le bellezze storiche, ambientali e naturalistiche del nostro territorio. La progettata Strada Sud non sarebbe poi il migliore biglietto da visita per una città come la nostra, che potrebbe valorizzarsi attraverso il turismo a basso impatto ambientale (principalmente fluviale e cicloturistico); pensiamo ad esempio a come verrebbe alterata la visuale di Cremona dalla Ciclabile della Golena del Po! Un altro ambiente di grande interesse storico ed ambientale minacciato da questa infrastruttura è il quartiere di San Sigismondo; il tracciato previsto taglierebbe in due l’area agricola ai piedi della scarpata che passa sotto la chiesa di San Sigismondo, deturpando anche in questo caso una visuale di elevata qualità paesaggistica.

Riprendendo il concetto di “tangenziale”, in opposizione a quello di “circonvallazione”, si ritiene un’ipotesi percorribile quella di indirizzare nuovamente gli investimenti verso l’adeguamento ed il potenziamento dell’attuale tangenziale cittadina, ad esempio attraverso la realizzazione di sottopassi in corrispondenza degli attuali punti critici come le rotatorie di Via Castelleone, Via Persico e Via Mantova. In questo modo si potrebbe incanalare il traffico verso la tangenziale, attraverso un percorso più lungo ma più scorrevole, preferibile in quanto a tempi di scorrimento a quello di Via del Giordano, caratterizzato da numerosi incroci semaforizzati. A questo andrebbero poi accompagnate tutte le iniziative possibili volte ad incentivare la mobilità sostenibile. Si pensi ad esempio alla realizzazione di un percorso ciclabile protetto lungo la Via del Giordano, o al potenziamento del trasporto pubblico tra la Zona Po, Via del Giordano e la zona dell’Ospedale. Occorre poi avere una visuale di insieme del traffico della città e dei comuni di prima cintura, finalizzata all’incentivazione del trasporto pubblico extraurbano ed alla realizzazione di parcheggi corona che tengano il traffico lontano dal centro storico svolgendo la funzione di interscambio tra differenti modalità di trasporto, attraverso postazioni di bike-sharing, fermate del trasporto pubblico locale, collegamenti con piste ciclabili, ecc.

Alla luce delle motivazioni esposte, i dubbi sull’opportunità di realizzare la Strada Sud sono numerosi e ci spingono a chiedere la sospensione di un progetto che avrebbe ricadute così pesanti sulla qualità della vita dei cittadini cremonesi e sull’ambiente, auspicando che si apra presto un serio dibattito e che decisioni così importanti non vengano calate dall’alto ma costruite attraverso la partecipazione della cittadinanza.


 

Per contatti ed informazioni:

nostradasud@lucicremona.it

Telefono: 0372 434239

21 giugno 2011

Sottoscrivono il comunicato le seguenti associazioni di Cremona

WWF Cremona
Italia Nostra Cremona
Legambiente Cremona
UNA – Uomo Natura Animali Cremona
Circolo Culturale AmbienteScienze Cremona
Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia Cremona
LUCI – Laboratorio Urbano di Civica Iniziativa Cremona

 

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Commenti
  • Maurizio Cella

    ma non vi vergognate a scrivere tutte ste cazzate? sono un cittadino che abito in via Giordano e benedico finalmente l’iniziativa del comune che si è deciso ad affrontare il problema di via Giordano con la soluzione più logica. siete solamente capaci di criticare tutto e tutti, senza mai essere propositivi.

    • Si rilegga il penultimo paragrafo. Le ipotesi alternative ci sono eccome.

    • Simone

      Mi sembra che il Sig Maurizio parli tanto per parlare e oserei dire a sproposito. Prima di fare certe critiche bisognerebbe prima documentarsi bene sull’ argomento che si vuole discutere. Fermo restando che ognuno di noi è libero di dire quello che vuole ( entro certi limiti s’intende ) il Sig Maurizio mi dovrebbe dire un solo motivo intelligente per costruire la strada sud del Morbasco che non sia la semplice frase ( mi toglie il traffico da sotto casa !!). Questo perchè, ahimè per Lui, solo uno studio sui flussi di destinazione glielo potrebbe dire per certo ma guarda caso tale studio non è mai stato fatto dall’attuale Giunta Comunale che per ora ha solo un flusso del traffico datato 2007 . Inoltre il Sig Maurizio probabilemnte non ha neppure visto da dove parte nè dove arriva la futura nuova strada sud perchè altrimenti si sarebbe posto questi semplici quesiti: come mai la strada dista così poco dall’abitato sud ? come mai non ha strade che rientrano nel centro della città per favorire chi deve andare al lavoro in centro o deve semplicemente portare a scuola, in via Anna Frank, i propri figli? come mai la strada ha come unica destinazione finale l’Ospedale ( nel 2020 se tutto va bene e se ci saranno anche i suoi soldi per completarla ) ?

      Ora se lui ha questo studio dei flussi aggiornati in casa ( che non è quante macchine passano sotto casa sua alle 8 del mattino )ce li porti in visione così da poterli discutere assieme.
      Dopo di che se ha argomentazioni valide ne riparliamo magari nelle prossime riunioni alle quali è anche lui invitato per spiegare alla gente le implicazioni di una siffatta opera.

      Simone ( Comitato No strada sud )