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Scagionato l’insegnante, indagati i genitoriHanno spinto il figlio a mentire in cambio di giocattoli

Mentre Fabrizio Spelta, l’educatore di Pizzighettone accusato da una coppia di egiziani di aver abusato del loro bambino, viene scagionato dalla procura (è stata richiesta l’archiviazione), le attenzioni degli investigatori si concentrano sui genitori del piccolo. Sono stati ufficialmente iscritti nel registro degli indagati per maltrattamenti in famiglia. Le verifiche della squadra mobile hanno messo in luce l’incompatibilità della ricostruzione fornita nella denuncia presentata a metà aprile, e riguardante due occasioni che si sarebbero verificate in paese: l’8 dello stesso mese e il 25 marzo precedente. E´ la stessa struttura della piscina, dove si sarebbero svolti i fatti, a rendere inattendibile la ricostruzione, come spiegato in conferenza stampa dal capo della mobile, Sergio lo Presti. Per il questore Antonio Bufano (nella foto) e per lo stesso Lo Presti, la scelta di organizzare una conferenza stampa si rifà alla necessità di tutelare l’educatore di sostegno ed ex assessore di Pizzighettone Spelta e lo stesso bambino.

Mamme e insegnanti dei bimbi presenti nelle ore di attività di nuoto non hanno visto niente e non hanno sentito le grida del piccolo di nove anni. Per di più, proprio di fronte agli spogliatoi, dove si sarebbe consumato l´abuso, una piscina era in quei momenti molto frequentata. Nessuna traccia biologica è stata rilevata in ben due accertamenti specifici sul bambino (il secondo disposto dalla procura) e anche se inizialmente non era stata esclusa una violenza, comparati i risultati, gli elementi non sono stati giudicati riconducibili a un abuso. Un altro dubbio. Solo quando gli esami hanno attestato l’assenza di tracce biologiche, la ricostruzione dell’accusa ha aggiunto un dettaglio:il maestro avrebbe usato protezioni. Ulteriore chiarezza è stata fatta dalla polizia con accertamenti tecnici, che hanno permesso di registrare i genitori mentre spingevano il piccolo a fingere atteggiamenti `anomali´ – per corroborare l´accusa durante la fase investigativa – in cambio di giocattoli, che sarebbero arrivati grazie ai soldi del risarcimento. Addirittura proprio a ridosso di uno degli accertamenti della polizia il bimbo egiziano è stato fatto ricoverare in ospedale per presunti disturbi del comportamento, secondo la coppia egiziana da collegare alla violenza subita.

Non ci sono elementi per capire se tutto sia stato architettato dalla famiglia o se sia cominciato da un racconto del bambino, ma quanto raccolto dalla squadra mobile ha permesso al pm Francesco Messina di presentare al gip Clementina Forleo una richiesta di archiviazione per l’educatore Fabrizio Spelta, e di iscrivere nel registro degli indagati i genitori per maltrattamenti. Informato anche il tribunale dei minori, che valuterà se agire sul nucleo familiare.

 

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