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Discarica di amianto, salta il consiglio Protesta l’opposizioneSi ipotizza un referendum popolare

Giuseppe Torchio, ex presidente della Provincia di Cremona, prende posizione sulle assenze e sugli strani rinvii del Consiglio provinciale. “Sulla discarica di amianto a Cappella Cantone, sembra avvicinarsi il momento delle decisioni definitive. I Comuni della zona, le aziende, le associazioni e i movimenti, le forze politiche sono in fibrillazione per una battaglia sacrosanta che viene combattuta a colpi di ricorsi e altre iniziative legali. Insomma, la cittadinanza è mobilitata per difendere il territorio da questa aggressione. Abbiamo anche assistito al grave gesto intimidatorio nei confronti di un militante PD di Regona – al quale va tutta la nostra solidarietà: un episodio che inquieta e che rappresenta il punto di tensione al quale siamo giunti”.

“In tutto questo, il massimo organo rappresentativo del territorio, il Consiglio Provinciale, che fa?  – prosegue Torchio – Continua a rinviare sine die la discussione, in modo che la maggioranza di centro destra non sia obbligata né ad esporsi alle proprie responsabilità né ad esibire le proprie divisioni interne. – continua Torchio – All’ultima seduta, è successo con l’inopinata assenza dell’assessore Pinotti; da ieri, i Consiglieri ricevono strane e immotivate comunicazioni circa un rinvio sine die della prossima seduta del Consiglio, quella che dovrebbe appunto portare l’assise a un voto sulla vicenda. Non possiamo non ricordare che la prima mozione su Cappella Cantone (relativa ai rischi di infiltrazione della ‘ndrangheta) è stata depositata quasi nove mesi fa, e da nove mesi prende la polvere, nonostante la sua evidente importanza e urgenza. La sensazione è che l’amministrazione Salini voglia protrarre quella gravidanza fino al giorno in cui non ci sarà più nulla su cui esprimersi, poiché la discarica sarà già allestita. E se questa sensazione fosse confermata, non possiamo non chiederci con quale coraggio Salini & co. possano ancora pretendere di rappresentare la cittadinanza, dopo aver raccolto proprio in quei territori – due anni fa – un ragguardevole consenso, bizzarro premio ai loro traccheggiamenti su Cappella Cantone”. Torchio afferma infine che se non ci sarà adeguata risposta in Consiglio provinciale potrebbe essere indetto un referendum popolare contro la discarica di amianto.

Sulla stessa lunghezza anche il capogruppo provinciale del Pd Andrea Virgilio: “Nonostante vi siano oggetti estremamente delicati e urgenti per il territorio, in primis la questione della discarica di amianto e la Paullese, si decide senza nessun tipo di confronto con i capigruppo di spostare il consiglio provinciale del 5 luglio a data da destinarsi. Il sospetto che l’input di questa decisione provenga dalla giunta è ovviamente forte.

Dopo l’assenza del Presidente Salini in occasione dell’ordine del giorno della minoranza sulla discarica di amianto (poi rinviato) ecco un nuovo episodio che umilia il ruolo del consiglio provinciale. Ritorno a invitare tutti i gruppo consiliari a un sussulto di orgoglio”.

 

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