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Oppiacei durante la gravidanzaChiesto rinvio a giudizioper giovane mamma

Una mamma di 27 anni è accusata di aver somministrato sostanze stupefacenti al feto durante la gravidanza. Per lei, la procura di Cremona ha chiesto il rinvio a giudizio, contestandole di aver assunto “abitudinariamente nel corso della gravidanza sostanze stupefacenti, in particolare oppiacei”, somministrandoli al feto che “presentava i sintomi di astinenza neonatale che lo esponeva a gravi rischi per la salute”. Nel procedimento, l’avvocato Alessandro Nolli, curatore speciale del minore, che ora ha due anni, si è costituito parte civile. I fatti, che risalgono al 12 marzo del 2009, sono riportati nell’atto di costituzione di parte civile: “al bambino, al momento della nascita, veniva diagnosticata la sindrome da astinenza neonatale, rendendosi fin da subito necessario un attento monitoraggio della sua salute”. La mamma è difesa dall’avvocato Simona Bracchi, che sul caso ha già prodotto tre memorie difensive. In una di queste dichiara di dissentire dal parere del pm che considera “il feto un soggetto di diritto anche prima della nascita, dovendo essere considerato altro sotto il profilo della somministrazione dello stupefacente“. Secondo la difesa, “non è possibile considerare l’assuntrice come soggetto staccato da ciò che si trova nell’utero materno”. “Non essendo quindi il feto soggetto di diritto”, prosegue il legale, “esso non è neppure soggetto ricettizio, e pertanto non può essere considerato un soggetto terzo ricevente sostanze stupefacenti”. La sentenza è attesa giovedì prossimo.

 

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