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A settembre pesanti tagli nella scuola cremoneseAltri 235 saranno disoccupati

scuola-evidenza

A settembre un nuovo taglio nelle scuole cremonesi. Lo dice la Flc della Cgil con un proprio dettagliato documento con l’esito dell’incontro avuto il 30 giugno al tavolo provinciale in Provveditorato. Novantasei persone perderanno il posto di lavoro e sono a rischio numerosi posti di bidelli con il timore che durante la giornata a scuola i ragazzi possano essere lasciati “soli”. Questi tagli andranno ad aggiungersi ai 59 insegnanti elementari già lasciati a casa ad inizio dello scorso anno e ai 73 insegnanti di scuola superiore che non avranno un contratto. Si tratta di un totale di 235 persone (quindi famiglie) che andranno ad ingrossare le file dei disoccupati, numeri che già ci vedono, con Mantova, fanalino di coda in Lombardia. E nel biennio 2010-2012 i posti di lavoro persi nelle scuole cremonesi saranno 423 nella sola provincia di Cremona.

La scure tremontiana colpisce ancora e duramente. Il prossimo anno scolastico le scuole cremonesi, infatti, non potranno più fruire del lavoro di ben 96 personedel personale ATA e dovranno fare i conti con la quasi impossibilità a garantire supporto amministrativo ed organizzativo alla didattica. – affermano alla Federazione lavoratori della Conoscenza della Cgil – Tante scuole vedranno sparire dall’organico anche 3 o 4 “bidelli” e sarà dunque impossibile, in tanti casi, garantire la loro presenza per tutta la giornata scolastica. Questo significa che per alcune ore al giorno alunni e docenti saranno lasciati “soli”, senza sorveglianza e senza assistenza. Moltiplicare pani e pesci è un’impresa che agli uomini proprio non riesce, e, dunque, non sarà possibile chiedere ai nostri dirigenti scolastici e ai nostri collegi docenti di operare il miracolo, ossia di moltiplicare le ore di lavoro e di scuola senza personale”.

Il 30 giugno al tavolo provinciale in provveditorato, abbiamo evidenziato con forza che la salute e la sicurezza nelle scuole devono essere al primo posto; – dicono ancora alla Cgil – ma come può un docente lavorare in classe e contemporaneamente preoccuparsi del fatto che nei corridoi nessuno è presente? E se un alunno deve uscire per andare al bagno? E se uno studente disabile ha bisogno di assistenza urgente? E se si sviluppa un incendio? Chi sorveglia? Chi allerta? Domande banali le nostre? Siamo convinti di no.
Ci aspettiamo che forte si alzi l’indignazione dei nostri concittadini (di tutti non solo di chi ha i figli a scuola!), dei nostri enti locali, delle forze politiche e sociali del nostro territorio”.

La FLC CGIL e la CGIL continueranno a battersi per evitare lo sfascio della Scuola della Costituzione, a chiedere il ripristino dei posti di lavoro ingiustamente tagliati, e a denunciare con forza quanto sta accadendo perché siamo convinti che le istituzioni locali non possano più restare a guardare con una sorta di senso di impotenza, guardare e vedere che i servizi di assistenza, sorveglianza e pulizia nelle scuole statali non potranno essere sempre garantiti e che altri 96 lavoratrici e lavoratori non vedranno rinnovato il loro contratto di lavoro. – continua ancora il documento sindacale – Vogliamo infatti ricordare che a queste 96 persone “licenziate” si aggiungono i 59 insegnanti elementari, i 7 docenti di scuola media e i 73 docenti di scuola superiore che il 1 settembre non firmeranno un contratto di lavoro grazie alla “riforma epocale” della scuola. Stiamo parlando di 235 persone. Stiamo parlando di 235 famiglie.
Questi numeri non devono lasciare nessuno indifferente soprattutto se affrontiamo il fatto che la nostra provincia si trova al penultimo posto in Lombardia per tasso di disoccupazione (pari al 6,6%, peggio di noi sta solo Mantova) e vede la percentuale di disoccupazione femminile raggiungere il 7,7%. Insomma proviamo a vedere se riusciamo, insieme, anche ad evitare che agli 11.000 disoccupati della provincia di Cremona se ne aggiungano tanti altri”.

Dure le parole di Rossella Zelioli, responsabile scuola del Pd cremonese: “I dati del Ministero e delle OOSS confermano. La scuola è finita. E non solo perché da qualche settimana è suonata l’ultima campanella. E’ finita sotto la scure Tremonti Gelmini che progressivamente la sta sfasciando. Anche la scuola cremonese è allo stremo. I numeri sono spesso brutali ma efficaci: il totale dei tagli del Biennio 2010/2011 e 2011/2012 mette il segno meno a 254 docenti e a 169 ATA. Da settembre 2010 a settembre 2011, sono caduti sotto i colpi di scure del governo 423 posti di lavoro del personale della scuola nella sola provincia di Cremona. E’ questa la riforma della scuola? di questo ha bisogno il nostro Paese? Questo è il modo di valorizzare il merito dei docenti?”

“Questi numeri –che sono vite di persone, di famiglie, e già è un’enormità- parlano però di altri volti e di altre storie. Parlano dei bambini sempre più numerosi in classi sempre minori. Di disabili che devono scontare sulla propria pelle la logica del risparmio e non della qualità dell’integrazione. Di ragazzi che fanno sempre meno scuola, senza laboratori, senza attrezzature e spazi adeguati, di famiglie che vedono irrise le proprie richieste di tempo pieno, scuole dell’infanzia, formazione di qualità. Questi numeri parlano di un territorio che vede drammaticamente ridotta la sua offerta formativa. – continua Rossella Zelioli –  A questo proposito è necessario sollecitare tutte le istituzioni locali a farsi carico ciascuna per le proprie competenze della riflessione complessiva di cui ha bisogno il sistema scuola, nella sua costante ricaduta sul territorio. In questa direzione vanno le interrogazioni indirizzate alla Provincia.Qual è in questa logica la qualità della scuola? di quale futuro si parla per i bambini, i ragazzi e le famiglie? Di quale valorizzazione del merito a proposito di scuola e docenti? La scuola ha bisogno del segno più e non del segno meno. La scuola ha bisogno di più investimenti oltre che di riforme strutturali pensate ed elaborate insieme a tutte le componenti che la formano e la rendono parte attiva della società: docenti e lavoratori, studenti, famiglie, dirigenti. La scuola ha bisogno di poter concretizzare davvero, in tutte queste componenti, la sua funzione principale, quella di rendere vivo ogni giorno l’art. 3 della Costituzione”.

Su questi problemi i consiglieri Pd in consiglio provinciale Rossella Zelioli, Vera Castellani e Mariarosa Zanacchi chiedono all’assessore provinciale un confronto in commissione scuola.

 

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