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Fli, grandeur da vecchio Psi ma numeri da zero virgolaCongresso al Cittanova semideserto, Scaramuzza segretario

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Delle due l’una: o qualche pullman da Crema e Casalmaggiore s’è perso per strada, o ai finiani di Cremona manca il senso della misura. Va bene che il coordinatore provinciale protempore, Osvaldo Micheli, ha parlato di “quasi cinquecento iscritti in tutta la provincia”, ma ieri pomeriggio, al primo congresso provinciale di FLI, se n’è presentato un decimo. Decisamente imbarazzante il colpo d’occhio nella location individuata – evidentemente non all’insegna dell’understatement -: l’immenso (almeno per l’occasione) salone di Palazzo Cittanova. Una cinquantina i presenti, buttando nel mucchio ospiti terzopolisti (Udc e Api), cronisti e fotografi.

Pure la macchina organizzativa necessita di qualche messa a punto: fissato per le 14.30, il congresso ha preso avvio alle 15.30, con l’oretta accademica impiegata a far la fortuna del bar in piazza. Tanto che a un certo punto ci si è domandati se, accortisi dello svarione preso con l’affitto del Cittanova, i finiani avessero per caso deciso di spostarsi ai più adeguati spazi del caffè di sotto.

Le ragioni del ritardo sono emerse intorno alle 16.30, quando, in chiusura del suo intervento, il fino a ieri candidato sbaraglia tutti Marco Lodigiani ha dichiarato solennemente: “In Futuro e Libertà serve coraggio e voglia di fare. Per queste ragioni, faccio un passo indietro dando la possibilità a Michela Scaramuzza di essere eletta segretario provinciale”.

Finiana versione del più noto: “armiamoci, partite”, che nell’occasione trova ragione nella carenza dei numeri. Non solo in sala, ovvio, ma a sostegno dell’elezione dell’ex referente di Confesercenti. In quell’oretta tra i tavolini del bar, evidentemente, la cordata di Lodigiani s’è resa conto che contro le centodieci firme a sostegno della rivale casalasca Scaramuzza c’era poco da fare. Di qui il compromesso stile DC (alla faccia del partito “nuovo”): passo indietro di Lodigiani, convergenza su Scaramuzza, nomina di Lodigiani a segretario cittadino e conseguente siluramento di Paola Aramini, già coordinatrice cittadina, guarda caso tra i quattrocento e passa assenti di ieri.

Per il resto, riferimenti ricorrenti al “terzo polo scardina bipolarismo” e lancio di raccolta firme a sostegno del disegno di legge a firma Giuseppe Valditara, senatore e coordinatore regionale, per l’abolizione delle Province e l’accorpamento dei Comuni sotto i mille abitanti.

Manie di grandezza a parte, ritardi e fratture embrionali (nel senso di divisioni nate ancor prima del partito) sanate da compromessi Prima Repubblica-style a parte, Futuro e Libertà parte ufficialmente anche a Cremona. Poi, quale futuro  e quanta libertà possa avere, è un altro paio di maniche.

Federico Centenari

 

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