Un commento

Piazza Marconi, sabato l’inaugurazioneEcco il documento sui lavori eseguiti

piazza-marconi

Sabato 9 luglio 2011, alle ore 20.30, si terrà la cerimonia di inaugurazione di Piazza Marconi con il taglio del nastro, la benedizione e un breve intervento del sindaco Oreste Perri, dell’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Zanibelli e di Giovanni Arvedi, presidente della Fondazione Arvedi Buschini. Per l’occasione il Museo Archeologico di San Lorenzo (dove sono stati collocati alcuni dei reperti archeologici emersi durante gli scavi effettuati in piazza Marconi) sabato 9 luglio rimarrà aperto al pubblico, con ingresso gratuito, dalle 21 alle 23. Di seguito la relazione sui lavori eseguiti.

La piazza si confronta con il retaggio archeologico, ne costituisce un necessario rimando integrando la visione delle preziosità archeologiche nel tessuto composto di percorsi, superfici, materie, vegetazione: un cammino di accentuato disegno geometrico collega le aree in cui le emergenze archeologiche sono visibili dalla piazza. La configurazione della superficie, concepita per dirigere i percorsi della fruizione pedonale all’interno di una cornice che unisce filari d’alberi e tappeti erbosi, ripercorre i simboli del luogo. Il progetto della piazza ha confermato la necessità architettonica e percettiva di una direzione prioritaria d’avvicinamento a Palazzo dell’Arte.

La composizione della tessitura per le lastre in pietra formula la progressione verso Palazzo dell’Arte e verso gli elementi vegetali di cornice: la densità del materiale, il trattamento di lavorazione, la dimensione stessa delle lastre rendono la grande fascia in pietra un’esperienza simbolica, la lavorazione diviene sempre più fine, le dimensioni si riducono, fino a sfrangiare impercettibilmente la pietra verso Palazzo dell’Arte. Le linee lastricate in pietra dai toni chiari conducono per via obliqua all’ingresso del Palazzo, un’esperienza riflessiva che accresce il valore monumentale dell’edificio e dei suoi contenuti, fra liuteria e musica, sottolineando la coerenza unitaria di piazza Marconi e Palazzo dell’Arte. Ulteriore nucleo di definizione progettuale, accanto alla composizione degli elementi architettonici in materia inorganica, si è concretizzato nelle scelta di incrementare la vegetazione. È stato raddoppiato il filare storico arboreo sul lato orientale della piazza con lo speculare filare al lato occidentale; si è estesa la superficie erbosa su una parte importante della piazza, imprimendovi un carattere nuovo, quasi a giardino urbano progettato: la gradevolezza per la sosta, attrezzata con l’arredo, si accompagna ad una configurazione percettiva, in cui il colore mutevole della vegetazione al variare della luce e delle stagioni contribuisce ad introdurre correlazioni inusuali negli spazi aperti e nel riferimento a Palazzo dell’Arte.

Il progetto e la organizzazione degli spazi e degli arredi di superficie ha tenuto conto dei vincoli imposti, sia delle esigenze impiantistiche di funzionalità e fruibilità degli spazi interrati di parcheggio, come pure della necessità di visibilità dei reparti archeologici rinvenuti durante le attività di scavo. La piazza è stata dunque organizzata tenendo come punto di riferimento il suo elemento di maggiore importanza, rappresentato dal Palazzo dell’Arte, mentre le indispensabili emergenze del parcheggio sono state spostate sui lati della piazza e la ventilazione ricorre a grigliati a pavimento, lasciando completamente libero l’asse principale.

L’organizzazione urbanistica di piazza Marconi prima dell’inizio dei lavori di realizzazione del parcheggio interrato, al di là delle stratificazioni dei secoli, fu principalmente il risultato di un pesante intervento di demolizione dei fabbricati che si trovavano sull’area in concomitanza con la decisione di costruire Palazzo dell’Arte a partire dal 1928, edificio progettato dall’architetto Carlo Cocchia nelle forme dal razionalismo italiano, ma mutato nell’aspetto esterno, pur se non nell’impianto. L’organizzazione della piazza, prima dell’inizio dei lavori di scavo del parcheggio interrato, era quindi visivamente e formalmente governata dai volumi e forme del Palazzo dell’Arte, con prevalente destinazione d’uso a parcheggio a raso e scarsa funzionalità pubblica di spazio urbano.

Le risultanze degli scavi hanno permesso di dividere le piazza in tre aree: l’area del mosaico romano di completo non utilizzo per la scarsa profondità dei reperti; l’area della vasca del giardino della villa romana, di parziale utilizzo e infine l’area di completo utilizzo non interessata dai reperti con caratteristiche di non removibilità. A seguito delle presenze riscontrate, il progetto delle strutture in sotterraneo è stato sviluppato in due diverse aree, differenziate per profondità di scavo. La prima parte, di complessivi 3.300mq, non interessata da alcun reperto fisso è sviluppata con continuità sino al secondo piano interrato. La seconda parte, organizzata attorno al reperto della vasca del giardino della villa romana, è progettata in modo da garantire la fruibilità e visibilità del reperto.

In funzione della collocazione dei singoli reperti sono stati adottati differenti sistemi di valorizzazione, e, per quanto riguarda il mosaico (lato nord-ovest) è stato reso direttamente visibile dalla piazza nella sua interezza con l’introduzione di una copertura trasparente a garanzia della sua conservazione e fruibilità senza precludere l’insieme visivo della piazza, che deve mantenere il suo rapporto principale con Palazzo dell’Arte. L’elemento di copertura permette la visione dall’esterno e, in determinate occasioni, potrà essere illuminato posizionando dei corpi luce lungo il bordo della copertura. Per quanto invece attiene la vasca, l’estensione del reparto ha comportato modifiche alla organizzazione distributiva del parcheggio interrato e la risoluzione di problemi strutturali. Anche per questo elemento è stata posta l’attenzione sulla facilità di manutenzione complessiva, sia per eventi straordinari che per garantire un ragionevole costo di pulizia e mantenimento nell’ordinario.

Il progetto – approvato in linea tecnica dalla Giunta Comunale il 16 dicembre 2010 e predisposto dallo Studio Arkpabi degli architetti Giorgio Palù e Michele Bianchi per conto della Fondazione Giovanni Arvedi e Luciana Buschini, che si è assunta l’onere della riqualificazione della piazza – ha previsto una sistemazione generale degli elementi di superficie basata essenzialmente sull’asse del Palazzo dell’Arte ma una distribuzione non simmetrica degli elementi, per tenere conto anche delle differenti caratteristiche dei vari lati, generate sia dal tipo di edificazione che all’ampiezza delle strade circostanti. La piazza si sviluppa sul percorso obliquo nord-sud est di avvicinamento a Palazzo dell’Arte con possibilità di esperienza di contenuti storico artistici rappresentata da reperti archeologici ubicati ad ovest ed accessibili mediante camminamento in pietra opportunamente illuminato oltre che dagli spazi verdi del boschetto centrale di aceri, delle macchie verdi laterali lungo i lati est ed ovest.

L’area pavimentata principale è di fatto rappresentata dall’asse obliquo di connessione con il Palazzo dell’Arte, la cui tessitura degli elementi in pietra di pavimentazione rappresenta il progressivo avvicinamento all’edificio. La pavimentazione del cortile interno di quest’ultimo, riprenderà inoltre il rapporto di compenetrazione tra i vari elementi a migliore integrazione dei contenuti culturali interni con la valenza pubblica esterna.

Considerata la vastità della piazza sono stati inseriti una serie di elementi ombreggianti in grado di aumentarne la piacevolezza. Il lato nord-ovest è stato completato con la serie delle alberature restanti, dopo i tagli necessariamente effettuati per la realizzazione degli scavi, nel contesto dell’elemento verde della vasta aiuola che su questo lato chiude la piazza, tenendo anche conto della differente importanza delle due strade ai lati opposti dello spazio urbano. Sul lato est è stato inserito un ulteriore filare arboreo. Superficie erbosa a prato è stata estesa per una sensibile porzione della superficie della piazza, imprimendovi un carattere nuovo, di giardino urbano, corroborato delle ulteriori macchie di verde dei volumi arbustivi di arredo e mitigazione dei vani tecnici di concessione e ventilazione degli spazi interrati del parcheggio. Lungo il fronte strada nord, inoltre, adiacente alla rampa carrabile di risalita, è stato allestito un ulteriore filare verde di piante ed arbusti in vaso ed in terra. La parte centrale del nuovo servizio è quindi ulteriormente completata nei volumi da un boschetto di aceri.

La scelta delle essenze utilizzate per la piantumazione delle aree destinate a verde è legata alla collocazione ed al portamento definitivo dell’elemento di funzione dell’equilibrio complessivo dei volumi e delle prospettive dello spazio urbano. Nella scelta delle specie (pruni, aceri e tigli) si è avuta cura di combinare le varietà con caratteristiche diverse per forma e colore delle fioriture.

 

© Riproduzione riservata
Commenti
  • Vincenzo Montuori

    Piazza Marconi è sicuramente ordinata e pulita così come appare oggi; ma, faccio una domanda da profano: non si è pensato alle variazioni climatiche tra estate e inverno? Con quella pavimentazione in pietra così estesa, bella peraltro a vedersi, non si rischia d’estate di provocare un riflesso e un “reciòc” notevole con una bolla di calore sulla piazza; e per converso, d’inverno, tutta quella superficie lastricata non darà libero corso alle folate di vento gelido? Mah